AUSTERITA’ E POLITICA

La manovra finanziaria, come un uragano, si sta avvicinando con accenni di raffiche di vento, lampi e tuoni.
E’ da una decina di giorni, dopo una prima lettura della proposta Tremonti, che sulla stampa nazionale i toni si stano esasperando.
Dopo alcune affermazioni irrisorie sulla scelta di posticipare “i sacrifici” nel 2013 e 2014, la discussione è “montata” e negli ultimi giorni i toni sono diventati sempre più allarmanti  fino ad arrivare a parlare di “solidarietà nazionale” , “salvezza nazionale”, “responsabilità delle opposizioni”,  ecc.
Ho l’impressione che la ricetta sia sempre la stessa: “ far pagare, direttamente o indirettamente,  i soliti noti: lavoratori dipendenti, pensionati e ceto medio”.
Che altro contengono le proposte lette ed ascoltate se non se i soliti tagli immediati alle pensioni e alla spesa sociale; la sollecitazione a procedere celermente con le privatizzazioni e mantenere inalterati le prospettive di precarietà per i giovani lavoratori.
Uno dei problemi del bilancio greco è stato il delta negativo tra la spesa e l’elevata evasione fiscale.


Quando si sventola lo spauracchio greco raramente emerge questo aspetto e anche nel dibattito intorno alla finanziaria attuale il tema di ridurre l’evasione fiscale (pagare tutti per pagare meno) viene progressivamente spostato ai margini della discussione.
Oggi nell’intervento al Senato, il ministro Tremonti, ha citato il “Titanic” ricordando che se la nave affonda il naufragio riguarda tutti (anche l’opposizione).
Metafora per metafora, ritengo che il ministro  ci stia chiedendo di applaudirlo mentre assegna nuovi remi a chi è esausto a forza di remare e distribuisce dolci a chi negli ultimi anni si è abbuffato!
Non una parola sui predatori finanziari internazionali.
Non un accenno alle società di valutazione o alla cessione di sovranità economica che i governi europei e con essi quello italiano, hanno trasferito ad organizzazioni   quali il Fmi, la Bce, la Commissione europea.
Il ministro si appella agli obblighi derivanti dall’Europa e alle drastiche misure di austerità che molti governi europei intendo infliggere ai propri cittadini.
Davanti ad un simile scenario il PD non può semplicemente “evitare” l’ostruzionismo per garantire l’approvazione della manovra in tempi certi, ma deve presentarsi agli italiani con un progetto riformista chiaro.
In termini economici e democratici le politiche della destra liberista stanno mostrando tutti i loro limiti.
Purtroppo molti segnali recenti attestano che la reazione  alle dure scelte di austerità, in alcuni paesi europei potrebbe affermarsi, come sbocco più probabile, la formazione di regimi autoritari di destra.
Solo un riformismo con una proposta chiara, in grado di saper parlare ai cittadini e rimettere al centro la “Politica” , potrà evitare il rischio di ripercorrere drammi che si pensavano superati con la conclusione del Novecento.

Boris Furlan

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