Cemento e/o territorio

Con l’accordo siglato ieri tra Regione, Provincia, Comuni di Dolo e Pianiga e società Veneto City parte il conto alla rovescia per passare dalle carte ai fatti: ruspe accese – è la previsione – nel secondo semestre 2012.


Uno dei principali problemi ambientali della provincia di Venezia, da tutti riconosciuto, è il consumo di suolo, che già allo stato attuale ha raggiunto livelli più che preoccupanti ai quali è legata la fragilità dell’assetto idrogeologico. Veneto City è progettata su un’area ad elevato rischio idraulico

Nonostante un primo parere contrario  dove si vietava «l’urbanizzazione e l’edificazione di aree a grave rischio di allagamento» la giunta Zaia ha cancellato con delibera in febbraio il parere del suo organo tecnico.
A pagare il prezzo di questa scelta sarà il territorio. 

Superfluo ricordare, a questo proposito, le emergenze sempre più frequenti di esondazioni e vere proprie alluvioni del territorio Veneto, almeno la prossima volta sapremo chi ringraziare.
Per paradosso il motivo principale addotto dalla Regione per avallare operazioni come Veneto City è che vanno concentrati i poli insediativi in quanto “è ora di finirla con villettopoli e con la diffusione disordinata nel territorio di capannoni”. 
Ma allora perché non costruire questi nuovi poli nelle grandi aree dimesse come Porto Marghera, tra l’altro servita da una buona rete infrastrutturale? 




VENETO CITY

L’urbanizzazione nel 2000



L’urbanizzazione nel 2010



IL PROGETTO  

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