Consiglio regionale: PD presenta proposta di legge per eliminazione vitalizi

Immagine newsEliminazione dei vitalizi regionali a partire dalla prossima legislatura; soppressione immediata della possibilità di co ntribuzione volontaria oltre l’esercizio del mandato finalizzata al raggiungimento di un più alto importo, sinoal massimo dell’assegno vitalizio. Sono questi i punti salienti del progetto di legge presentato dal gruppo del PD in Consiglio regionale ed illustrato oggi nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Palazzo Ferro Fini, alla quale sono intervenuti la capogruppo Laura Puppato e i consiglieri Piero Ruzzante, Franco Bonfante, Bruno Pigozzo e Graziano Azzalin. 

Si tratta, in pratica, dell’eliminazione della possibilità di contribuzione volontaria, un meccanismo che oggi consente ad un consigliere regionale, che abbia svolto almeno 30 mesi di mandato, di conseguire l’assegno vitalizio pari a quello ottenibile attraverso l’esercizio del mandato per 15 anni (180 mesi). La Regione, hanno spiegato i consiglieri democratici, mette a bilancio € 9.400.000,00 per il pagamento dei vitalizi agli ex consiglieri regionali, a fronte di un versamento di € 1.150.000,00 da parte di quelli in carica. “In sostanza – ha spiegato la capogruppo Puppato – proponiamo di ridurre drasticamente la forbice che oggi consente di sommare a 30 mesi di contribuzione obbligatoria (derivante dall’effettivo esercizio del mandato) altri 150 mesi di contribuzione volontaria, portandola al più sobrio rapporto tra i 48 mesi di effettivo esercizio del mandato e 60 mesi (al massimo) di contribuzione e corrispondente assegno vitalizio, che non supererà i 1.400,00 euro mensili. L’approvazione di questa proposta – ha concluso la Puppato – consentirebbe alla Regione, una volta a regime, un risparmio di oltre 8 mln di euro all’anno”. “Si tratta – ha ribadito Franco Bonfante – di un provvedimento che il Veneto deve varare come segnale concreto di rigore e sobrietà, senza attendere le mosse che arriveranno dalla legislazione nazionale. Non è una proposta demagogica, visto che l’Emilia Romagna ha già assunto un provvedimento in tal senso e altre dovranno necessariamente assumerlo”. “Un provvedimento – ha aggiunto Piero Ruzzante – che unito ad altri già assunti, come la riduzione del numero dei consiglieri regionali approvato in sede di Statuto, il limite dei due mandati per Presidente, assessori e consiglieri e gli interventi sui costi della macchina amministrativa, consentirà alla Regione di disporre di ulteriori risorse per dare risposte ai cittadini. Siamo di fronte ad una crisi profonda – ha concluso Ruzzante – per cui credo sia importante, a partire da questa proposta di legge, che la politica dia un segnale che rappresenti un passo indietro, soprattutto per quanto riguarda i privilegi”.


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