Controproposta, non demagogica, delle minoranze in Consiglio Regionale

Non è più tempo di boutade estive, che non premiano la serietà di chi le fa e che appaiono agli occhi di chi non è al governo ma bensì all’opposizione in Veneto da oltre 16 anni –  come autentiche  farse.

Sobrietà e taglio degli effettivi privilegi e dei costi non giustificati, questo è il nostro obiettivo. Ovvio e persino banale ricordare che tutte le scelte fin qui operate compresi i valori dei “costi della politica” sono stati opera dell’attuale maggioranza e quindi di Zaia e co… Proprio colui che oggi, cavalcando facilmente una onda contro la politica, propone semplicemente di tagliare le teste non i costi della parte più importante e operativa dell’Istituzione Regione ovvero il Consiglio regionale.Per noi che da oltre 1 anno, seriamente appunto, ci stiamo accollando l’onere di portare a compimento un assetto statutario che attende da 10 anni, non è stato piacevole assistere in questi giorni alla volontà ritorsiva del presidente Zaia che, per non essere stato accontentato nella sua necessità di vedere approvato il voto di fiducia  volto a cancellare le proposte del Consiglio, per non essere stato capace di aggiungere 12 assessori esterni e altri consiglieri di nomina nel listino (invece che eletti), si vendica riportando da capo l’iter dello statuto del Veneto.Bene, noi insieme intendiamo dire basta alla demagogia e formulare invece proposte chiare, nero su bianco, che ci assumeremo l’onere di rappresentare con progetto di legge  in Consiglio Regionale e in Statuto, chiedendone l’immediata calendarizzazione a partire fin da Settembre.Il nostro obiettivo è riportare i costi della politica della istituzione Regione Veneto al necessario e corretto, abbattendoli di una quota non inferiore al 30%.


Chiediamo la riduzione immediata dei membri di giunta regionale alla metà, 6 assessori sugli attuali 12 possono bastare;  pari riduzione dell’appannaggio del Presidente della giunta regionale, in particolare per i costi del suo staff di gabinetto e dell’ufficio comunicazione che complessivamente gravano per quasi 1,5 milioni di euro sui costi generali e dove alcune figure scelte dal Presidente guadagnano redditi ben superiori a quelli dei consiglieri eletti.

Procederemo a tagliare del 30% i costi di gestione della Giunta, della Presidenza  e dello stesso Consiglio con immediata eliminazione delle auto blu  – escluso quella per il Presidente –  come previsto da tempo da alcuni progetti di legge depositati dalla minoranza e mai calendarizzati.Prevediamo l’eliminazione del vitalizio che produce un enorme buco di gestione e l’attivazione di un fondo di pensione ordinario che garantisca assessori e consiglieri come qualsiasi altro lavoratore italiano. Incompatibilità della somma di più vitalizi a seconda dei ruoli svolti. Proponiamo la riduzione delle spese di trasporto per tutti. Infine proponiamo di portare a livello nazionale una linea “Veneto” che recuperi il parametro Europeo di 1 Consigliere ogni 100.000 abitanti, che oggi si tradurrebbe in 50 effettivi eletti, in modo che non sia solo il Veneto a pagare una virtuosità maggiore ma diventi un parametro di rappresentanza condiviso e accettato dal sistema Paese Italia.Crediamo che questo sia un corretto modo per tagliare – davvero e concretamente –   i costi ingiustificati della opulenta o bulimica  politica senza accondiscendere a tagliare rappresentanza democratica ed evitando la deriva che porta al rafforzamento delle sole oligarchie e dei poteri forti.Insomma tagliamo costi non teste pensanti.A settembre questa sarà la nostra proposta, corredata  dei dati di risparmio veri e non presunti. 


Laura Puppato Pd  Stefano Valdegamberi UDC  Gustavo Franchetto IDV  

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