DELIBERA REGIONALE APPROVAZIONE POLLINA

OGGETTO: Società Agricola “Fattorie Menesello” di Menesello Simone & C. s.s. di Lozzo Atestino (PD)
Richiesta di autorizzazione alla costruzione e all’esercizio di un impianto di produzione di energia elettrica della potenza di 1 MWe alimentato a biomasse (pollina e cippato di legno) da realizzarsi in Località Motta in Comune di Este(PD).
D.Lgs 387/2003; D.Lgs 152/2006; L.R. 11/2001

NOTE PER LA TRASPARENZA:
Autorizzazione ad installare ed esercire un impianto per la produzione di energia elettrica e termica attraverso la combustione di fonti rinnovabili.

L’Assessore Massimo Giorgetti riferisce quanto segue.

La Società Agricola “ Fattorie Menesello” di Menesello Simone & C. s.s. con sede in Lozzo Atestino (PD), via Canaletto n. 60, ha presentato domanda alla Regione Veneto ai sensi dell’art. 12 D.Lgs 387/2003 per l’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio di un impianto di produzione di energia elettrica alimentato da fonti rinnovabili da realizzarsi in Comune di Este – Località Motta. 

Detta istanza, è stata trasmessa dalla Direzione regionale Agroambiente e Servizi per l’Agricoltura, ai sensi dell’art. 269 del D.Lgs 152/2006 alla Struttura competente Unità Complessa Tutela Atmosfera in data 30.04.2008.
L’impianto sarà costituito da un sistema di combustione di tipo a griglia mobile in forno adiabatico alimentato da bioamasse organiche animali e vegetali la cui potenza termica immessa sarà pari a 5 MW a fronte dell’energia elettrica prodotta pari a 1MW che sarà ceduta alla rete nazionale. 
Dal ciclo termodinamico può essere messa a disposizione per utenze aziendali una quantità di energia termica pari a 3 MWt, ad una temperatura di 35°C, utilizzabile in circuiti di riscaldamento dei capannoni avicoli.

L’obiettivo del proponente afferisce anche alla necessità di adeguamento aziendale alla nuova normativa regionale sulla gestione degli “effluenti dell’allevamento “ non avendo a disposizione terreni sufficienti ad una corretta gestione agronomica delle deiezioni prodotto dalla propria attività costituita da allevamenti di pollame.

Giova ricordare che la legge regionale 13 aprile 2001 n. 11, all’art. 42 comma 2 bis, ha stabilito che è di competenza regionale il rilascio dell’autorizzazione all’installazione ed esercizio di impianti di produzione di energia elettrica inferiori a 300 MW.



Le emissioni dell’impianto di cui trattasi rientrano tra quelle normate dalla parte V del D. Lgs 152/2006 per le quali la Giunta regionale con deliberazione n° 2166 del 11/07/2006 ha fornito i primi indirizzi per la sua corretta applicazione, prevedendo che l’autorizzazione all’installazione ed esercizio di un impianto con emissioni in atmosfera, venga rilasciata ricorrendo allo strumento della Conferenza di Servizi come disciplinata dalla L. 241/1990 e sue successive modifiche ed integrazioni.

In merito alla disciplina delle materie fecali, si deve segnalare che la Direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti e all’abrogazione di alcune direttive, all’art. 2, comma 1 lettera f), ha stabilito che sono escluse dall’applicazione della direttiva stessa “le materie fecali, se non contemplate dal paragrafo 2, lettera b), paglia e altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso utilizzati nell’attività agricola, nella selvicoltura o per la produzione di energia da tale biomassa mediante processi o metodi che non danneggiano l’ambiente nè mettono in pericolo la salute umana”. Nella sostanza, tale direttiva ha sancito il principio che le deiezioni animali se destinate alla produzione di energia, non siano da assoggettare alla disciplina dei rifiuti.

Tale indirizzo era, per altro, già sostanzialmente sancito dal D. Lgs 152/2006 che, pur non ricomprendendo esplicitamente nell’Allegato X alla Parte V, tra le biomasse combustibili anche i materiali fecali, all’art. 185 della Parte IV – Titolo 1, il quale al comma 2 recitava “possono essere sottoprodotti, nel rispetto delle condizioni della lettera p) comma 1 dell’art. 183 i materiali fecali e vegetali provenienti da attività agricole utilizzati nelle attività agricole o in impianti aziendali o interaziendali per produrre energia o calore o biogas”.

La Giunta regionale con deliberazione n. 2272 del 28.07.2009 ha preso atto delle indicazioni della direttiva 2008/98/CE che all’art. 2, esclude (al punto f), dall’ambito di applicazione della disciplina comunitaria sui rifiuti le materie fecali quali la pollina e altro materiale agricolo utilizzato nell’attività agricola stessa per la produzione di energia mediante processi o metodi che non danneggino l’ambiente, né mettano in pericolo la salute umana.

Con lo stesso provvedimento, la Giunta regionale ha ritenuto che l’approvazione di impianti destinati alla produzione diretta di energia termica con l’utilizzo di materie fecali “dovrà essere affrontata alla stregua dell’autorizzazione di un qualsivoglia altro impianto produttivo, utilizzando le limitazioni imposte dalle migliori tecniche disponibili.” Pertanto detti impianti possono essere autorizzati ai sensi del D.Lgs 387/03, con le procedure di cui all’art. 12 “razionalizzazione e semplificazione delle procedure autorizzative”.

Per di più, anche la legge 04.06.2010 n. 96 “Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità Europee – Legge comunitaria 2009” all’art. 18 ha stabilito che la pollina destinata alla combustione nel medesimo ciclo produttivo è da considerarsi sottoprodotto soggetto alla disciplina di cui alla sezione 4 della parte II dell’allegato X alla parte quinta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

Si deve segnalare che il citato art. 185, a seguito del recepimento della Direttiva 2008/98/CE con D.Lgs n. 205/2010, al comma 1, lettera f) attualmente esclude dall’ambito di applicazione delle norme in materia di gestione dei rifiuti “le materie fecali, se non contemplate dal comma 2 lettera b) paglia, sfalci e potature, nonché altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso utilizzati in agricoltura, nella selvicoltura o per la produzione di energia da tale biomassa mediante processi o metodi che non danneggiano l’ambiente nè mettono in pericolo la salute umana”.

In conformità alla DGR n. 1192 del 05.05.2009, il parere espresso dalla Commissione Tecnica Regionale sezione Ambiente (CTRA nel seguito) sull’argomento, viene riportato quale posizione dell’Amministrazione in seno alla Conferenza di Servizi dal rappresentante regionale che opera all’interno della stessa.

In accordo con quanto sopra espresso in data 28.11.2008 si è svolta presso la sede regionale di palazzo Linetti in Venezia, una prima conferenza di servizi istruttoria con la partecipazione – previa convocazione degli Enti competenti – dei rappresentanti del Comune di Este, della Provincia di Padova, dell’ARPAV, della Ditta proponente con i propri progettisti, oltre i rappresentanti dell’Unità Complessa Tutela Atmosfera.

Il progetto è stato quindi esaminato dalla CTRA, di cui all’art. 11 della L.R. 33/1985, nella seduta del 21 gennaio 2010, la quale con parere n. 3658 si è espressa favorevolmente con prescrizioni. Tale parere costituisce parte integrante del presente atto col nome di allegato A.

In data 15.10.2010 si è svolta presso la sede regionale di palazzo Linetti in Venezia, la conferenza di servizi decisoria alla quale hanno partecipato – previa convocazione – i rappresentanti del Comune di Este, della Provincia di Padova, del Servizio Ispettorato Agricoltura di Padova, della Ditta proponente con i propri progettisti, oltre i rappresentanti dell’Unità Complessa Tutela Atmosfera.

Nel corso dell’incontro il Responsabile del Procedimento ha delineato l’iter autotrizzativo il quale è stato caratterizzato dalla copiosa documentazione presentata dal Comune di Este, dalla Società proponente in risposta anche alle precisazioni richieste dal Servizio Ispettorato e dai soggetti legittimati alla partecipazione volontaria al procedimento ai sensi dell’art. 9 della l. 241/90 e s.m.i.

Contestualmente è stata resa nota la sottoscrizione volontaria di un accordo tra ARPAV e Società proponente datato 18.02.2010 come modificato il 22.02.2010, agli atti dell’U.C. con il quale l’Azienda “Fattorie Menesello” accetta di soggiacere ad ulteriori monitoraggi ambientali e a dei limiti di emissione più restrittivi rispetto a quelli previsti dal D.Lgs 152/2006 e dal parere della CTRA n. 3658/2010.

L’accordo prevede che oltre ai limiti prescritti nel parer della CTRA n. 3658/2010 siano osservati i limiti indicati nella seguente tabella:


Dopo l’avviamento dell’impianto,dovranno essere eseguite le seguenti analisi:
– 1° controllo dopo 60 gg dall’avviamento dell’impianto;
– 2° controllo dopo 180 gg dall’avviamento dell’impianto;
– 3° controllo dopo 12 mesi dall’avviamento dell’impianto ovvero prima del periodo di manutenzione programmata;
– 4° controllo dopo 24 mesi dall’avviamento dell’impianto.

L’autocontrollo da parte della Ditta dovrà essere comunicato ad ARPAV almeno con 15 giorni di anticipo. Inoltre dovrà essere data comunicazione ad ARPAV delle date programmate per il trasporto della pollina dalle unità di stoccaggio all’impianto di combustione.

Il Responsabile del Procedimento ha quindi comunicato il parere favorevole della Soprintendenza per i beni Archeologici del Veneto espresso con nota del 06.06.2008 prot. n. 6886 (richiamato con note successive prot. n. 11996 del 30.09.2008, prot. n. 15055 del 26.11.2008 e prot. n. 0014732 del 13.10.2010) con il quale precisa che:”considerato che l’intervento in oggetto avviene in zona di potenziale rischio archeologico in quanto interessata da rinvenimenti di natura antica, si ritiene opportuno che tutti i lavori di scavo siano svolti con assistenza archeologica continuativa. A tal fine poichè questo Ufficio per carenza di risorse, non può provvedere a dette indagini, la committenza potrà rivolgersi ad operatori archeologici con adeguata professionalità con oneri non a carico di questo Ufficio che fornirà ove richiesto, l’elenco degli stessi operatori. Resta inteso che a questa Soprintendenza compete comunque la direzione di dette indagini e quindi modalità e tempi di esecuzione dello scavo dovranno essere preventivamente concordati con questo Ufficio a cui dovrà essere consegnata, a cura dell’operatore/ditta archeologo/a, la documentazione finale dello scavo che costituisce parte integrante dell’intervento archeologico. Va precisato inoltre che l’eventuale rinvenimento di strutture antiche di importante interesse potrà condizionare la realizzabilità delle opere in progetto”.

Il rappresentate dell’Amministrazione Provinciale di Padova ha espresso parere favorevole alla realizzazione dell’elettrodotto subordinato alle seguenti prescrizioni:
-“tutte le raccomandazioni, condizioni e prescrizioni formulate dagli enti interessati e presenti agli atti dovranno essere osservati dalla Società Menesello di Lozzo;
– le linee elettriche e le relative opere accessorie dovranno essere costruite secondo le modalità tecniche previste nel progetto, nonchè in conformità a quanto previsto dalla L. n. 339 del 28.06.1986, dal D.M 21.03.1988, dal D.M. 16.01.1991 e dal DPCM 08.07.2003;
– la data della messa in esercizio dell’impianto dovrà essere prontamente comunicata alla Provincia di Padova;
– a norma dell’art. 14 della L.R. n. 24/1991 le linee elettriche e le relative opere accessorie dovranno essere collaudate non prima di un anno e non oltre tre anni dall’inizio del loro esercizio.”
“Prima del rilascio dell’autorizzazione regionale, dovrà essere presentata la seguente documentazione:
– TICA e l’accettazione del preventivo ENEL;
– atto di costituzione della servitù di elettrodotto a firma dei rappresentanti legali legittimi proprietari dei terreni interessati e del rappresentante legale della società istante nonchè della società di gestione della rete di distribuzione dell’energia elettrica;
– atto di costituzione della servitù di passaggio alla “cabina di consegna” a favore di ENEL;
– nuova planimetria “sezioni scavo” con riportata la distanza di 1,5 m tra l’oleodotto e la linea elettrica, come indicato nel nulla osta dell’ IES del 08.04.2008 sopra richiamato.

Nella delibera regionale di autorizzazione dell’impianto dovrà essere previsto:
1) l’autorizzazione all’esercizio dell’impianto per la connessione alla rete elettrica esistente (cabina+elettrodotto), dovrà essere rilasciata a favore di Enel Distribuzione SpA;
2) la non messa in pristino dell’impianto di connessione in caso di dismissione dell’impianto di produzione.”

Il rappresentante del Servizio Ispettorato Regionale per l’Agricoltura di Padova ha riconfermato “i contenuti dell’attestazione di approvazione del piano aziendale trasmessa in data 6 novembre 2008, prot. 589857”.
Durante la discussione sono stati trattati sia gli aspetti tecnici del progetto sia quelli amministrativi inerenti il procedimento autorizzativo – giusta verbale della Conferenza del 15.10.2010, agli atti dell’U.C. Tutela Atmosfera. 

Il dibattito ha sviluppato anche le argomentazioni oggetto del parere negativo del Comune datato 15.10.2010 depositato agli atti della Conferenza, che ribadisce, nella sostanza, quanto osservato anche dagli interventori volontari di cui agli artt. 9 e 10 della legge 241/90.

Invero, nel corso del procedimento, i suindicati soggetti legittimati ad intervenire nel procedimento in parola hanno presentato in data 11.02.2010 e in data 21.06.2010 delle osservazioni in merito al progetto. Detta documentazione completa dell’allegato 01 “Relazione Tecnico – Agronomica” redatta su incarico del “Comitato contro inceneritore” è stata trasmessa a tutti gli Enti competenti ad esprimere parere nell’ambito del procedimento unico di cui all’art. 12 del D.Lgs 387/2003.

Preme ora ricordare che le argomentazioni prodotte sono state ampiamente analizzate nel corso dell’istruttoria da parte degli esperti della CTRA e dei partecipanti alle Conferenze di Servizi.

Le osservazioni possono sostanzialmente raggrupparsi nelle seguenti tematiche per le quali è stato controdedotto nel modo seguente:

a): non idoneità dell’impianto ad essere considerato alimentato da fonti rinnovabili…

Controdeduzione: argomento ampiamente dibattuto nel corso della CTRA e delle Conferenze di Servizi. La Giunta regionale del Veneto con provvedimento n. 2292/2009 recante “Disciplina riguardante l’utilizzo di materiali fecali ai fini della produzione di energia. D. Lgs 387/2003 – direttiva 2008/98/CE” ha disposto di sottoporre le istanze di autorizzazione al produzione di energia elettrica che utilizzano i materiali fecali, quali la pollina, alla procedura di cui all’art. 12 del D. Lgs 387/2003.

Si deve inoltre ricordare che anche la legge 4.06.2010 n. 96 “Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità Europee – Legge comunitaria 2009” all’art. 18 ha stabilito che la pollina destinata alla combustione nel medesimo ciclo produttivo è da considerarsi sottoprodotto soggetto alla disciplina di cui alla sezione 4 della parte II dell’allegato X alla parte quinta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Infondata.

b): non connessione dell’impianto con l’azienda agricola….; opportunità a destinare le deiezioni avicole al normale e classico uso agronomico….

Controdeduzione: il Servizio Ispettorato Reg. per l’Agricoltura di Padova con parere datato 14.10.2010 prot. n. 540122 “ha riconfermato i contenuti dell’attestazione di approvazione del Piano Aziendale trasmessi in data 6.11.2008 con prot. 589857”. Infondata

c): certificati verdi.

Controdeduzione: non pertinente al procedimento in quanto detti certificati afferiscono alla competenza di Enti diversi dall’Amministrazione procedente.

d):. l’impianto quale forte detrattore del paesaggio agrario…; presunte imprecisioni relativamente a quanto dichiarato nella relazione tecnico-agronomica.

Controdeduzione: ai sensi dell’art. 12, comma 7) del D. Lgs 387/2003 gli impianti che utilizzano biomassa “possono essere ubicati anche in zone classificate agricole dai vigenti piani urbanistici”. Infondata.

e): ubicazione dell’impianto in prossimità al Parco regionale dei Colli Euganei nonchè a un sito natura 2000.

Controdeduzione: la Struttura regionale Reti Ecologiche e Biodiversità ha trasmesso formale parere favorevole relativo alla valutazione di incidenza ambientale. Infondata.

f): ubicazione dell’impianto a meno di tre chilometri dal nuovo ospedale ULSS 17.

Controdeduzione: non risultano limitazioni normative al riguardo. Nel corso del procedimento le Amministrazioni partecipanti non hanno formalmente presentato riserve in merito. Infondata.

g): inadeguatezza dell’impianto a quanto stabilito dal Protocollo di Kyoto…..; bassa efficienza energetica dell’impianto.

Controdeduzione: gli impianti autorizzati ai sensi del D.Lgs 387/2003 sono conformi a quanto stabilito dal Protocollo di Kyoto. Infondata.

h): l’utilizzo del fertilizzante organico come combustibile appare in contrasto con il sistema agricolo veneto.

Controdeduzione: l’utilizzo delle deiezioni e lettiere avicole quali combustibile riduce l’impatto da nitrati nelle varie matrici ambientali (Direttiva 91/676/CE). Infondata.

i): l’impianto non presenta alcuna utilità pubblica.

Controdeduzione: ai sensi dell’art. 12, comma 1) del D.Lgs 387/2003 questo tipo di impianti “sono di pubblica utilità ed indifferibili ed urgenti”. Infondata.

l): diminuzione del valore venale dei beni presenti attorno all’impianto.

Controdeduzione: Gli interessati non hanno presentato alcuna stima degli immobili e comunque si rimanda alle sedi competenti per le determinazioni sulle eventuali richieste. Non pertinente.

m) emissioni in atmosfera e proprietà della pollina.

Controdeduzione: La CTRA nel parere di cui all’Allegato A ha prescritto al punto 1) i valori limite di emissione e al punto 3) il campionamento della pollina utilizzata. Inoltre relativamente alle proprietà della pollina si richiama il parere del Servizio Ispettorato Reg. per l’Agricoltura di Padova del 14.10.2010 prot. n. 540122. Infondata.

Al termine della seduta, la Conferenza di Servizi, preso atto dell’istruttoria, delle integrazioni documentali prodotte dalla società proponente, dell’accordo sottoscritto tra ARPAV e società Fattorie Menesello, dell’assenza del rappresentate dell’ARPAV, del parere negativo espresso dal Comune, delle posizioni favorevoli della Regione e della Provincia di Padova, ha approvato la realizzazione dell’impianto proposto con le prescrizioni riportate nel summenzionato parere della CTRA n. 3658/2010 di cui all’allegato A, nonché delle indicazioni della Provincia.

Va, infine, rilevato come la Ditta richiedente ha inviato vari solleciti all’emissione del provvedimento, da ultimo con nota del 04.02.2011, e come il Comune di Este abbia prodotto vari esposti, da ultimo con nota del 14.01.2011, esposti in merito ai quali resta confermata l’istruttoria svolta.

Il relatore, conclude la propria relazione e propone all’approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.

LA GIUNTA REGIONALE

UDITO il relatore, incaricato dell’istruzione dell’argomento in questione ai sensi dell’art. 33,
secondo comma, dello Statuto, il quale dà atto che la Struttura competente ha attestato
l’avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente
legislazione statale e regionale;

VISTA la Legge n° 241 del 07.08.1990;
VISTO il Decreto Legislativo n° 387 del 29.12.2003;
VISTO il Decreto Legislativo n° 152 del 03.04.2006;
VISTA la Legge n° 96 del 04.06.2010;
VISTA la Legge Regionale n° 33 del 16.04.1985;
VISTA la Legge Regionale n° 11 del 13.04.2001;
VISTA la deliberazione della Giunta Regionale n° 2166 del 11.07.2006;
VISTA la deliberazione della Giunta Regionale n° 1192 del 05.05.2009;
VISTA la deliberazione della Giunta Regionale n° 2272 del 28.07.2009;
VISTO il Parere n° 3658 espresso dalla CTRA nella seduta del 21.01.2010;
VISTO il Parere del Comune del 15.10.2010;

DELIBERA

1. le premesse costituiscono parte integrante del presente provvedimento;
2. di dare atto che la presente deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale;
3. di autorizzare la Società Agricola “Fattorie Menesello” di Menesello Simone & C S.S. con sede in Lozzo Atestino (PD), Via Canaletto n. 60 alla costruzione ed esercizio dell’impianto di produzione di energia elettrica alimentato a biomasse organiche animali e vegetali la cui potenza termica immessa sarà pari a 5 MW a fronte dell’energia elettrica prodotta pari a 1MW da realizzarsi in Località Motta in Comune di Este (PD), nel rispetto delle prescrizioni indicate nel parere della CTRA n. 3658/2010 di cui all’allegato A del presente provvedimento, di quelle espresse nella conferenza di servizi decisoria del 15.10.2010 nonché delle indicazioni della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto;
4. di prendere atto dell’avvenuta sottoscrizione volontaria di un accordo tra ARPAV e la Società Agricola “Fattorie Menesello” datato 18.02.2010 come modificato il 22.02.2010, con il quale il proponente accetta di soggiacere ad ulteriori monitoraggi ambientali e a dei limiti di emissione più restrittivi rispetto a quelli previsti dal D.Lgs 152/2006 e dal parere della CTRA n. 3658/2010.

In particolare dovranno essere osservati anche i seguenti limiti:


Dopo l’avviamento dell’impianto, dovranno essere eseguite le seguenti analisi:
– 1° controllo dopo 60 gg dall’avviamento dell’impianto;
– 2° controllo dopo 180 gg dall’avviamento dell’impianto;
– 3° controllo dopo 12 mesi dall’avviamento dell’impianto ovvero prima del periodo di manutenzione programmata;
– 4° controllo dopo 24 mesi dall’avviamento dell’impianto.

L’autocontrollo da parte della Ditta dovrà essere comunicato ad ARPAV almeno con 15 giorni di anticipo. Inoltre dovrà essere data comunicazione ad ARPAV delle date programmate per il trasporto della pollina dalle unità di stoccaggio all’impianto di combustione; 
5. di prendere atto di quanto richiesto dalla Provincia di Padova e pertanto autorizzare ENEL Distribuzione S.p.A. all’esercizio dell’impianto per la connessione alla rete elettrica esistente (cabina+elettrodotto), tenendo conto che in caso di dismissione dell’impianto di produzione di energia non è prevista la messa in pristino dell’impianto per la connessione; 
6. di disporre, in conformità di quanto stabilito dall’art. 12 comma 4 del D.Lgs 387/2003 e con deliberazione della Giunta regionale n. 453/2010, il deposito presso la Regione Veneto, di una fidejussione a garanzia dell’esecuzione degli interventi di dismissione e delle opere di messa in pristino. Detta garanzia, di importo pari alla previsione tecnico- economica di tali opere approvate unitamente al progetto dovrà essere presentata dalla Ditta prima dell’inizio dei lavori;
7. di provvedere alla pubblicazione del presente atto sul Bollettino Ufficiale della Regione Veneto e di trasmetterne copia alla Società Agricola “Fattorie Menesello” di Menesello Simone & C S.S., al Comune di Este (PD),alla Provincia di Padova, all’ARPAV di Padova, alla Direzione Agroambiente e Servizi per l’Agricoltura, al Servizio Ispettorato Regionale per l’Agricoltura, alla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto , all’Agenzia delle Dogane – U.T.F. competente per territorio e al Gestore Servizi Elettrici.

Sottoposto a votazione, il provvedimento è approvato con voti unanimi e palesi.

         Il Segretario                                                                                                         Il Presidente
F.to Avv. Mario Caramel                                                                                      F.to Dott. Luca Zaia


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