I passaggi pedonali sulle rotatorie della statale

In merito alle solite illazioni leghiste sullo sperpero di denaro pubblico per restaurare i passaggi pedonali sulle rotatorie sulla statale, vi riporto i dati che evidenziano come nessuna spesa è stata o sarà addebitata all’ente per gli interventi che purtroppo si sono dovuti realizzare.

Ricostruisco la vicenda con davanti i documenti ufficiali.





Con lettere del 17.11.2009 prot. 23693 e prot. 23684 vengono contestati alle ditte Segnalstrade Veneta e Garofolin Benito, sia per la rotatoria alla Komatsu che per quella davanti a via Zuccherificio, i difetti costruttivi dei passaggi pedonali rialzati che mostravano gravi segni di degrado.
Vengono quindi realizzate le indagini e i saggi necessari nelle date del 10.12.2009, 12.01.2010, 26.02.2010.


Con lettera del 17.03.2010 prot. 6113, per i passaggi pedonali dell’incrocio di via Zuccherificio, e del 10.06.2010 prot. 12051, per i passaggi pedonali degli incroci con via Martiri della Libertà, vengono firmati i verbali di costatazione con i quali si imputa alle ditte , in maniera “esauriente e inconfutabile” , che la causa dei cedimenti strutturali era dovuta a gravi errori costruttivi.


Le ditte nei verbali riconoscono il proprio errore e si impegnano ad eseguire gli interventi di ripristino (con gli abbassamenti dei tre passaggi pedonali) a completo costo delle ditte stesse.


Con lettera del 29.03.2011 prot. 6516 e del 6.4.2011 prot. 7294, constatato che pur dopo il rifacimento si sono creati avvallamenti e lesioni ai manufatti, è stato contestato alla ditta fornitrice del materiale utilizzato (betonelle della ditta Magnetti) la durabilità del materiale stesso e la non conformità tra quanto indicato nelle schede tecniche del prodotto e quanto poi nella realtà si è venuto a determinare. 


Alla ditta si è quindi comunicato che le spese di rifacimento dei passaggi pedonali saranno addebitati a loro carico.
A fronte di eventuali e dimostrate contestazioni della ditta fornitrice, chi ha progettato l’opera si dovrà accollare l’onere dei danni subiti dal Comune.


E’ quindi evidente che non sono stati spesi soldi dei cittadini per mettere mano ad interventi di ripristino di opere non eseguite a regola d’arte.


Noi applichiamo un sistema semplice: chi sbaglia paga, perché dei soldi che i cittadini ci hanno dato da amministrare abbiamo il massimo rispetto e questo principio di responsabilità va applicato a tutti. Alle ditte esecutrici, al progettista/direttore lavori o allo stesso RUP.


Giancarlo Piva

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