il Voto sul programma: Morena Cadaldini

Morena CadaldiniSignor Sindaco, Sig.ra Presidente, Colleghi Consiglieri, Egregi Concittadini.
È il mio primo intervento in questa sede e non vi nascondo che sono emozionata. Emozionata per il valore che attribuisco a questa istituzione come luogo di democrazia, come centro della vita pubblica della nostra città. Non posso non pensare a tutti i volti che ci hanno preceduti in questa sala; tutte le vicende, i confronti, gli scontri, le mediazioni che si sono svolti tra queste pareti; le parole che sono state dette; i progetti perseguiti; le realizzazioni e anche le sconfitte. La memoria di questa continuità, di questa catena tra le generazioni mi restituisce il significato più profondo del compito che insieme – giunta e consiglieri, maggioranza e opposizione – ci apprestiamo a compiere.

Perché una città è un organismo vivente, che cambia e si evolve nel tempo, che cresce e invecchia, che muta e ringiovanisce. Sta a noi – in primo luogo – il compito di osservare questo organismo, di comprenderne le esigenze, di orientare le energie, di proporre linee di sviluppo, di aprire un futuro.
Il progetto che ci ha presentato Giancarlo Piva credo possa rispondere a questo alto compito.
Certo, bisognerà sorvegliare che la routine quotidiana e le inevitabili difficoltà non diluiscano la portata dei propositi. Certo, bisognerà ascoltare – ascoltare sempre – le voci della città, le paure e i desideri, i sogni e le difficoltà. Certo, bisognerà confrontare i tanti punti di vista, le molte opportunità, la miriade di interessi e provare insieme a trovare un possibile baricentro, l’equilibrio tra le differenze.
Molti sono motivi che rendono i prossimi cinque anni cruciali per il destino di Este:
  • l’evoluzione della crisi economica e le sfide di innovazione che essa pone;
  • i cambiamenti della mobilità, col completamento della nuova SR10 e l’apertura della Valdastico;
  • la cura per l’ambiente e la messa in sicurezza degli assetti idraulici;
  • l’arrivo nelle scuole dei figli dei nostri nuovi concittadini immigrati: che i bimbi in Este possano crescere insieme nel reciproco rispetto;
… per citarne solo alcuni.
Tra i tanti, mi soffermo sulla trasformazione che per competenza ed esperienza meglio posso seguire. Nella durata del mandato di questo Consiglio infatti si aprirà il nuovo ospedale. Vi saranno luoghi diversi da frequentare e le sedi attuali dovranno essere ripensate. Il modello organizzativo ospedaliero sarà profondamente diverso da quello conosciuto. Il rapporto con il territorio e con la medicina di base (elementi essenziali per la qualità delle prestazioni sanitarie) dovrà essere attentamente rivisto e valorizzato. Su questi temi in particolare andrà il mio impegno di ascolto, di riflessione e di presenza.
Dalle finestre aperte di questa sala ci giunge l’augurio più bello: le grida dei bambini che giocano a rincorrersi, lo stridio delle rondini annuncio dell’estate, il vocio di chi passeggia la sera in una delle piazze più belle del Veneto. Perché, come dice Italo Calvino, “ogni volta che si entra nella piazza ci si trova in mezzo al dialogo”.
Grazie. Buon lavoro a tutti
Morena Cadaldini

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