Intervento al consiglio comunale congiunto‏

Signor presidente, signori consiglieri …


Ritengo che oggi siano davanti agli occhi di tutti, a volerli vedere, i motivi per cui la fusione tra 2 o più comuni sia quanto mai attuale.
Affermazione che vale per Este ed i comuni limitrofi, ma anche, più in generale, per il contesto italiano.
L’Italia, in base agli ultimi dati ISTAT ha 8.092 comuni.
Di questi, circa 500 superano i 15.000 abitanti e solo 150 superano i 50.000 abitanti.
Quindi, ben 7.400 comuni hanno una popolazione inferiore ai 15.000 abitanti.
Una frammentazione, ferma ad un secolo fa, ma che negli ultimi anni, per le mutate condizioni generali, ha perso il proprio motivo d’essere.
La legge sulle aree metropolitane è del 1990.
Già allora il dibattito politico- istituzionale, su una diversa organizzazione territoriale aveva prodotto una legge, che purtroppo ha ristagnato per quasi 20 anni, ma che ha ripreso vigore a seguito della legge 42/09 sul federalismo fiscale.
In base all’art. 23 della legge 42/09 una città capoluogo può diventare Città Metropolitana, inglobando “almeno il 20 per cento dei comuni della provincia”.
A seguito di tale innovazione, “la provincia di riferimento cessa di esistere”.
I Comuni rimasti fuori dalla Città Metropolitana potranno decidere se passare ad altra provincia, ovvero fare altre scelte.
In questo scenario, che al momento si profila come semplice possibilità, un comune come Este, che può rischiare di trovarsi ai margini dell’area metropolitana, cosa deve fare?
Rimanere fermo e sperare che “passi la nottata”… che la crisi economica si risolva, che le città più grandi non si riorganizzino, che il ridisegno del ruolo delle provincie si arresti …?
Oppure è più logico iniziare un percorso che ci veda impegnati a discutere e vagliare tutte le opportunità che si possono praticare?
Chiedersi come sarà Este tra 10 anni e che ruolo svolgerà nel territorio.
Chiedersi che tipo di visione ipotizziamo e quali saranno le tappe per arrivarci.
Mi sembrano domande lecite, anzi dovute, per chi ha responsabilità di governo!
Credo che l’onestà intellettuale di una persona, soprattutto se svolge un ruolo di riferimento politico o se è appartiene ad un “gruppo dirigente”, porterebbe a scegliere “l’azione” all’immobilismo.
Anzi, direi che rimanere fermi sarebbe da irresponsabili!
Inoltre vorrei ricordare le condizioni generali della società in cui viviamo.
Condizioni note a tutti, ma che non vanno sottovalutate.
Nell’ultimo decennio,
· l’evoluzione della tecnologia (dai cellulari ad internet),
· dei trasporti (dai nuovi modelli di auto che permettono di coprire distanze importanti in modo confortevole all’utilizzo di massa del volo aereo),
· delle opportunità di lavoro e della distribuzione commerciale hanno cambiato il concetto di appartenenza ad un territorio.
Direi che si è “molto dilatato”!
Non si sono perse le proprie radici, ma si è proiettati verso “il mondo” senza tanti problemi.
A questo si aggiunga il diverso modo con cui i cittadini approcciano alle istituzioni.
Una delle molteplici particolarità è la diffusa aspettativa da parte dei cittadini , nei confronti della pubblica amministrazione, di risposte efficienti e di riduzione degli sprechi.
Fare sistema è sicuramente una delle strade da percorrere.
Chi ha seguito le vicende politiche del territorio negli ultimi 30 anni, ricorderà gli accesi dibattiti, sulla fusione degli acquedotti, delle Ulss, della collocazione del nuovo ospedale, ecc.
E’ normale che in alcuni momenti storici la parcellizzazione di un servizio o di un sistema di enti territoriali, non possa più garantire risposte adeguate alla domanda di servizi avanzata dai cittadini.
Oggi, per cultura o per necessità, il tema della sopravvivenza delle provincie o il superamento della parcellizzazione dei piccoli comuni è diventato di grande attualità.

Non a caso la Regione, solo un mese fa, ha approvato una legge (la n. 18 del 24/04/12) che “valorizza ed incentiva la costituzione di gestioni associate tra i comuni, promuovendo, in particolare, lo sviluppo delle unioni e delle convenzioni, nonché la fusione di comuni, al fine di assicurare l’effettivo e più efficiente esercizio
delle funzioni e dei servizi loro spettanti e individuando, tramite un processo concertativo (quello che stiamo facendo oggi noi in questo luogo), la dimensione territoriale ottimale e le modalità di esercizio associato”.
Inoltre, prima della legge regionale, come stella polare abbiamo la Costituzione Italiana che all’articolo 5 dispone: “la Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali”, riconoscendo (in questo modo) che l’ordinamento dello Stato si articola in una pluralità di soggetti giuridici, tra i quali primaria
importanza assumono le istituzioni locali (cioè i Comuni) che sono portatrici di autonomia.
Credo sia innegabile, storicamente, che Este abbia sempre svolto un ruolo nel territorio della bassa padovana e quindi, in continuità e coerenza con il passato, ben venga un tragitto che ci permetta di riflettere sulle scelte da attuare per il futuro.
Con la delibera in votazione sta sera inizia percorso, il mio auspicio è che tutti i consiglieri qui presenti se ne facciano carico per il bene di Este, di Ospedaletto Euganeo e indirettamente per tutto il territorio!


01/06/12 Natalino Boris Furlan

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