Intervista a Giancarlo Piva


Intervista a Giancarlo Piva

Un martedì mattina tipicamente primaverile, la piazza di Este soleggiata e silenziosa, il vociare sommesso di qualche anziano, uscito per le consuete chiacchiere, e qualche mamma che spinge distrattamente il passeggino riflettendosi sulle vetrine di bar e negozi.
In municipio ci attende il Sindaco, per un’intervista che a tratti prenderà il sapore della chiacchierata e che qui vi vogliamo riportare.
Giancarlo Piva, 44 anni, laurea in giurisprudenza, persona affabile e dallo sguardo vivace e rassicurante insieme. E’ un “nostro orgoglio”,  in quanto cittadino di Baone (residente a Calaone) nonché primo cittadino di Este.
Rompiamo il ghiaccio chiedendogli che cosa gli rimane  dei  5 anni di amministrazione.
«Questi 5 anni sono stati una delle più belle esperienze umane che abbia mai vissuto, un’esperienza totalizzante dedicata all’incontro con la città  e coi cittadini. Il tutto reso possibile grazie al prezioso contributo di chi ha lavorato al mio fianco.»
C’è una cosa, tra quelle compiute nei 5 anni, che la  inorgoglisce di più?
«Sicuramente i servizi alla famiglia, considerato che i bambini di oggi sono gli adulti del domani: puntare sulla famiglia, sui figli, significa proprio guardare al futuro, a una città che porta in sé la voglia di crescere e di rinnovarsi. Nello specifico mi riferisco all’estensione del servizio di asilo nido ad ulteriori 20 bambini, il che è stato possibile attraverso una convenzione coi comuni limitrofi. Numerose sono state anche le attività svolte con le scuole, per non parlare della creazione di una Casa delle artifinanziata totalmente dal Comune, che attualmente offre la possibilità a 160 ragazzi (di elementari e medie) di coltivare “un talento”. Sono orgoglioso anche dell’attività di educazione domiciliare, dedicata alla tutela dei minori: Este affronta, in termini di prevenzione, il disagio in famiglia attraverso l’ausilio di quattro educatori finanziati dal comune.»
Che visione ha di Este e dell’amministrazione locale, in generale?
«Este ha un futuro se si relaziona con i comuni circostanti. Dopo le ristrettezze economiche che lo Stato ha imposto agli enti locali, bisogna puntare ugualmente a offrire servizi di qualità sia a cittadini di piccoli comuni sia a cittadini di grandi comuni. Come? Mettendo insieme le risorse, umane e informatiche.  Omogeneità di offerta nel territorio, dunque, e informatizzazione dei servizi. I confini dei comuni si devono allentare, pur mantenendo l’identità del singolo ente.»
Ciò giustifica la creazione di intese coi comuni limitrofi…
«Sì, per fare un esempio la rete creata con gli asili nido ha prodotto l’azzeramento della lista di attesa per i neo genitori di Este, il tutto risparmiando il tempo e il denaro necessari per la costruzione di nuovi edifici.  Anche il distretto di polizia locale, che ha coinvolto 14 comuni, attualmente fornisce maggior copertura in termini di polizia locale e al contempo  un abbattimento dei costi.»
Che cosa, invece, non è riuscito a compiere e vorrebbe realizzare?
«Potenziare la ciclabilità, nell’ottica di una valorizzazione locale e di un turismo di qualità. Torno a ribadire l’importanza di creare dei collegamenti con altri comuni (per esempio con Baone con la pista da Rivadolmo a Este e con Ospedaletto con il completamento della pista che corre sul tracciato del teleriscaldamento) e di legare le frazioni e i quartieri di Este col centro. Un altro obiettivo, di servizio e di valenza ambientale, è l’attività di teleriscaldamento, che vorrei estendere, nei limiti del possibile, ad almeno 200 famiglie.»
Il telefono di Giancarlo squilla, a ogni breve chiamata la sua agenda si infittisce di annotazioni o appuntamenti. Capiamo che il tempo sottrattogli è più di quanto avremmo dovuto, ma le chiacchiere ci hanno portato lontano e dietro all’enumerazione di servizi, opere pubbliche e progetti futuri ci sorprende l’uomo, umile e brillante, che spera di continuare il suo sogno con un nuovo mandato.
In bocca al lupo, caro Giancarlo!
I rintocchi delle campane sciolgono l’incantesimo della conversazione: è giunta l’ora di salutarci.
Usciamo e attraversiamo la piazza, che nel meriggio si è fatta più vitale.
C. Iodi – A. Grigolon

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