L’ARCHIVIO RITROVATO

Il patrimonio archivistico del Comune di Este
Este, Pescheria Vecchia, 11 – 20 febbraio 2011
Una parte fra le meno note ma non per questo meno importanti del prezioso patrimonio storico e culturale della Città è l’archivio storico del Comune.
Este detiene  infatti l’archivio della Magnifica Comunità, uno dei non molti archivi podestarili del Veneto conservati integri: si tratta degli archivi storici di città sedi del Podestà, ossia del rappresentante della Serenissima Repubblica, in epoca veneziana. Contiene documenti che risalgono al secolo XV, fino alla caduta della Repubblica di Venezia nel 1797.
Questo antico giacimento culturale è forse la più preziosa ma certo non l’unica testimonianza del passato della nostra città: infatti sono stati inventariati e riordinati anche i documenti che risalgono al XIX secolo e attraversano le vicende storiche di Este tra regni napoleonici, dominazione austriaca, annessione all’Italia Unita, fino alla fine dell’800.

Si è conclusa da poco l’inventariazione e il riordino delle carte risalenti alla prima metà del ‘900: le istituzioni affrontano le due guerre mondiali, il ventennio fascista, la liberazione e la rinascita dell’ultimo dopoguerra. Proseguirà a breve termine il recupero anche della carte fino al 1970.
Inoltre il Comune conserva archivi collegati o aggregati: fra questi citiamo ad esempio quello della Municipalizzata che ha gestito una linea  tranviaria ad Este tra il 1906 e gli anni ’30 e quello acquisito in deposito, dell’UTITA, massimo stabilimento industriale della città.
E’ progettata e finanziata all’interno della struttura comunale che servirà come magazzino la realizzazione di un settore che sarà destinato ed attrezzato in modo specifico come archivio.
Siamo convinti che l’archivio non sia solamente uno scomodo – benché necessario – ingombro. In queste carte polverose c’è la città, vi si può leggere il pulsare della sua vita passata e leggere in questa anche il nostro presente. Este attraversa le guerre, le dominazioni, i cambiamenti politici e istituzionali, le rivoluzioni, le lotte sociali, il progresso economico e produttivo, le profonde innovazioni e le involuzioni rispecchiando su di sé la storia del paese e dell’Europa in generale. Le vicende della storia che, nel bene e nel male, con il loro portato di progresso e di miglioramento della condizione umana  oppure di sofferenza, di dolore e di morte, si ripercuotono sul microcosmo della città, sul suo territorio, sulle donne e gli uomini che lo abitano, ci dicono quello che siamo perché ci indicano da dove veniamo. Di questo ci parlano queste vecchie carte
Il percorso espositivo prende le mosse dall’attribuzione del titolo di “Città”, nella prima metà dell’800, con la concessione del bellissimo “sigillo” da parte dell’imperatore d’Austria. Este comincia a vedersi come tale e a progettare opere ed edifici pubblici e privati adeguati al suo nuovo status. Per questo sono evidenziati soprattutto i progetti realizzati e non realizzati nel corso della sua storia recente.
Elisa Bussi                                                                                                      Giancarlo Piva
ASSESSORA ALLA CULTURA                                                               SINDACO DI ESTE

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