Le proposte del PD di Este per il Congresso del Partito Democratico

La priorità di questo Paese è il lavoro e la giustizia sociale

Nel 2016 la ricchezza dell’1% degli italiani (in possesso oggi del 25% di ricchezza nazionale) è oltre 30 volte la ricchezza del 30% più povero dei cittadini italiani e 415 volte quella posseduta dal 20% più povero della popolazione italiana.  Per quanto riguarda il reddito tra il 1988 e il 2011, il 10% più ricco della popolazione ha accumulato un incremento di reddito superiore a quello della metà più povera degli italiani. E come rilevato da una recente indagine demoscopica di Demopolis per Oxfam Italia, sono proprio reddito e ricchezza a rappresentare le due dimensioni in cui i cittadini italiani percepiscono oggi le disuguaglianze più pronunciate.

Scrive P. Rosanvallon: ”La società ha progressivamente abbandonato il modello redistributivo che per quasi tutto il secolo scorso ha progressivamente attenuato le disuguaglianze sociali. La scelta della redistribuzione era legata al ricordo delle grandi prove vissute collettivamente, soprattutto le due guerre mondiali, e alla paura del comunismo che ha spinto anche i regimi più conservatori verso le riforme sociali. Oggi il vissuto collettivo e il riformismo della paura non agiscono più, contribuendo così a rendere molto più fragile la spinta alla solidarietà”.

Vanno individuati strumenti che permettano di aumentare complessivamente i posti di lavoro per aumentare la distribuzione di risorse, senza però creare sacche di inefficienza.

Resta fondamentale dare opportunità e dignità di lavoro ai giovani che continuano a restare per troppo tempo in carico alle famiglie di origine.

La “staffetta generazionale” crediamo sia una opportunità da incentivare maggiormente perché permette di flessibilizzare l’entrata in pensione e apre opportunità di lavoro ai giovani che possono essere aiutati ad inserirsi nei luoghi di lavoro.

Non è più sufficiente impegnarsi sugli incentivi all’assunzione, occorre creare le condizioni perché nascano nuove imprese che creino nuove opportunità di lavoro. Per questo occorre premiare le aziende “sane”, perseguendo i furbetti delle partite IVA che sfruttano, ad esempio, la legge fallimentare per sottrarre risorse e compromettere l’occupazione e l’affidabilità del mercato.

Per incentivare il lavoro autonomo proponiamo l’esenzione del pagamento dei contributi INPS per i primi 2 anni di attività dell’azienda, al fine di incentivare i giovani ad avvicinarsi al lavoro autonomo, senza pesare sulle famiglie o fermarsi a causa dell’eccessivo carico del peso fiscale/contributivo.

Sulle pensioni occorre creare una situazione di maggiore flessibilità in uscita in base alla tipologia di lavoro esercitata dai singoli lavoratori.

Devono essere introdotte significative contribuzioni di solidarietà per le pensioni superiori a 5000 euro, per ricostruire una equità generazionale effettiva.

Proseguire con il taglio drastico alla burocrazia per non rallentare la volontà di impresa specialmente per i giovani. Si deve dare credito ai cittadini incentivando l’autodichiarazione e punendo severamente chi abusa della fiducia dello stato.

Politiche per la famiglia e welfare

Devono nascere più figli. Non servono solo più servizi per l’infanzia! Tutte le spese documentate per i figli dagli 0 ai 25 anni devono poter essere detratte dalle tasse delle famiglie.

La rigenerazione dello Stato Sociale passa attraverso le pratiche democratiche di partecipazione, coinvolgimento, deliberazione e condivisone che sviluppano un senso di responsabilità sociale per il bene dell’intera comunità.

“Ecco perché è necessario rimettere l’uguaglianza al centro dello spazio sociale, rendendo possibile tra l’altro quell’eguaglianza “di partecipazione” che è al centro della vita politica democratica. La possibilità per tutti di intervenire nella vita pubblica, anche al di là dell’esercizio del voto. Favorire questo tipo d’uguaglianza, da cui poi dipende anche la redistribuzione economica, è interesse di tutti. Un mondo di disuguaglianze, infatti, oltre ad essere un insulto ai più poveri, è anche un mondo dominato dall’insicurezza, dalla violenza e da costi sociali sempre elevati. La società della disuguaglianza non solo è ingiusta, ma è anche una minaccia per tutti” (P. Rosanvallon). Tony Judt aggiunse che la “società della disuguaglianza è infine un costo per tutti: è antieconomica, come l’egoismo”.

Riforme costituzionali ed istituzionali

Devono essere riprese le riforme costituzionali attuando un profondo confronto con i corpi intermedi della società.

Va introdotta una norma per cui a tutti i livelli istituzionali, chi sceglie di abbandonare la lista con la quale è stato eletto si deve dimettere per rispetto del voto del cittadino che non ha votato solo la persona, ma ha votato anche il partito che lo stesso rappresenta.

Si deve arrivare ad una profonda semplificazione delle istituzioni a partire da quelle locali. La fusione dei comuni non deve essere solo una manovra incentivata, ma un obiettivo certo e determinato di cui si devono definire tempi e percorsi istituzionali per legge dello stato in base alle dimensioni ottimali degli enti: ciò semplificherebbe la vita dei cittadini ed eviterebbe sovrapposizioni ed inefficienze che continuano a perpetuarsi. La fusione dei comuni deve permettere di mantenere strutture di partecipazione a livello di base senza costi per i nuovi enti fusi, ma luogo di sviluppo e valorizzazione della cittadinanza attiva.

Ambiente

L’ambiente è una componente essenziale della bellezza del nostro Paese: per questo pensiamo che accanto all’art bonus si possa organizzare un “green bonus” che consenta a imprese e singoli cittadini privati di collaborare per restituire alle comunità locali zone degradate, creando spazi collettivi di aggregazione o aree da riconvertire e riqualificare.

Ripartire dall’economia verde, puntando sull’economia circolare, significa aprire anche opportunità occupazionali legate ai singoli territori: lavoro ed economia a chilometro zero a servizio dei territori.

Vanno diffuse nel territorio nazionale le più avanzate tecniche di trattamento dei rifiuti all’insegna del recupero totale di materia ed energia, possibile anche senza ricorrere all’incenerimento, ma sfruttando la raccolta differenziata spinta e il riuso del rifiuto umido per creare biogas, energia, biometano per il riscaldamento e l’autotrazione investendo nei singoli territori ospitanti gli impianti in sistemi di teleriscaldamento che limitano drasticamente le immissioni in atmosfera di inquinanti.

Lo stile della politica

La politica del Partito Democratico deve essere in grado di parlare chiaro rispetto agli obiettivi che si pone, senza però mai rinunciare ad un confronto aperto e rispettoso con tutte le articolazioni sociali che rappresentano larghe fasce di popolazione che deve sentirsi accolta, compresa e coinvolta dal PD.

Il periodo che manca alla fine della legislatura serve per attuare le riforme che caratterizzano il nostro stile di governo specie su diritti civili, giustizia e certezza della pena, sicurezza effettiva.

Le riforme si attuano a partire dal coinvolgimento di chi lavora sul campo, nei vari settori, senza escludere la partecipazione di nessuno per evitare che riforme positive (come sono state quelle del lavoro e della scuola) si possano ritorcere contro con l’accusa, ingiusta, di non aver coinvolto dal basso le forze sociali.

Noi tutti lavoreremo perché questa fase di dibattito congressuale sia sereno e costruttivo e fare in modo che sia gli iscritti al partito che i cittadini attenti possano cogliere il tanto di positivo e di condivisibile che offre questa grande forza politica popolare che è il nostro Partito Democratico.

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