LINEE PROGRAMMATICHE DI MANDATO 2011/2016

PREMESSA

Un mandato amministrativo che disegna il futuro della città. 3
CON ESTE E IL SUO TERRITORIO.. 3
Nuovi e più ampi confini per Este. 3
ESTE CHE LAVORA E PRODUCE.. 4
Le azioni strategiche. 4
L’industria e l’artigianato. 5
Il commercio. 5
L’agricoltura tra qualità e innovazione. 6
ESTE RIFERIMENTO PER L’ISTRUZIONE E LA FORMAZIONE DEI GIOVANI 6
Asili nido come supporto concreto alle famiglie giovani 6
Dall’infanzia alla scuola dell’obbligo. 6
L’edilizia scolastica. 7
La formazione professionale e superiore. 7
ESTE SOCIALE VICINA AI SUOI CITTADINI 7
Ruolo dell’associazionismo e del privato sociale. 8
Bilancio Sociale. 8
Ospedale unico. 9
Politiche di sostegno al reddito: il microcredito. 9
Regolamento di accesso ai servizi 9
Azioni di contrasto alla povertà: l’erogazione di generi alimentari 9
Politiche per la persona e la famiglia: Este amica dell’infanzia. 10
Partecipazione giovanile. 10
Azioni a favore della coesione sociale e dell’integrazione. 11
Invecchiamento della popolazione, la disabilità ed il disagio psichico. 11
Un’attenzione particolare alle persone con disabilità. 12
La casa. 12
ESTE CITTÀ FUTURA.. 12
Piano di assetto del territorio e Piano degli interventi 12
Progetto casa. 13
Urbanistica di quartiere: cittadinanza partecipata. 13
Il recupero della città. 13
I beni comunali 13
Meno consumo di territorio. 14
ESTE PER UN AMBIENTE COME TUTELA E SVILUPPO.. 14
Pensa all’intero pianeta agendo nella tua comunità. 14
Punti critici 14
Il piano clima: Este città carbon neutral 14
Ridurre l’impronta ecologica della macchina comunale. 14
Bioedilizia. 15
Per l’acqua il contratto di fiume. 15
Il piano delle acque comunali 16
Manutenzione e arricchimento del verde pubblico. 16
Emergenza odori 16
ESTE MOBILE, SICURA E SOSTENIBILE.. 16
Viabilità carraia. 16
Viabilità ciclabile. 17
Viabilità pedonale. 17
Viabilità pubblica. 17
Pianificazione del territorio: centro e frazioni 17
Parcheggi 18
I ponti storici e il canale Bisatto. 18
Un’economia a basse emissioni 18
Il piano di mobilità per i disabili 18
La sicurezza diffusa a garanzia della coesione sociale. 18
ESTE TRA CULTURA E TURISMO.. 19
I luoghi della cultura. 19
Eventi culturali per tutti i cittadini e per tutte le età. 19
La biblioteca civica. 20
Cultura traino del turismo. 20
Il Museo Nazionale Atestino tra eventi culturali e turismo. 20
Il Parco dei Colli Euganei come fattore di sviluppo. 20
I gemellaggi 20
ESTE E LO SPORT PER TUTTI 21
ESTE PER INTERNET COME DIRITTO DI CITTADINANZA.. 21


PREMESSA

Un mandato amministrativo che disegna il futuro della città

Operare per il bene comune della città è un obiettivo che travalica le specifiche posizioni politiche, rendendo patrimonio generale le idee strategiche che possono delineare il futuro sviluppo di Este e del suo territorio.
Per questo lo stile di questo secondo mandato amministrativo che ci è stato consegnato dai cittadini vuole sottolineare la volontà del pieno coinvolgimento dei cittadini nell’azione amministrativa che andremo ad attuare, valorizzando anche apporti costruttivi di altre forze politiche che riteniamo pienamente in linea con i valori, i principi e le linee d’azione del nostro programma elettorale che, in quanto scelto dagli elettori, sarà, in ogni caso, lo stretto punto di riferimento del nostro agire politico nel quinquennio che si apre.

CON ESTE E IL SUO TERRITORIO

Nuovi e più ampi confini per Este

La nostra Città deve mantenere un ruolo di polo catalizzatore nell’area sud della provincia di Padova.
Il territorio rappresenta un fattore di crescita economica e sociale, esso è l’insieme delle risorse materiali e immateriali che lo costituiscono; va concepito come lo spazio economico capace di generare economie di scala che innalzano il livello di competitività di un sistema produttivo e a cascata di tutto ciò che può derivarne nel più ampio contesto sociale.
La storia ci dimostra che le aree metropolitane sono sempre state gli avamposti dei sistemi produttivi territoriali più dinamici e moderni. Nell’arco degli ultimi decenni lo scenario competitivo è mutato radicalmente e la globalizzazione ha accelerato trasformazioni sociali molto evidenti anche nel nostro territorio.
Oggi purtroppo gli amministratori sono chiamati a decidere dove applicare i tagli alla spesa ovvero quali servizi o interventi ridimensionare oppure tagliare completamente a causa dei sempre minori trasferimenti attuati nell’ultimo decennio dai vari Governi.
Per fronteggiare questa situazione Este si pone come comune aggregante nel territorio per dare maggiori opportunità sia ai cittadini estensi che a quelli dei comuni interessati a questo processo.
In questo progetto di fusione vorremmo coinvolgere quei comuni che storicamente hanno orbitato e orbitano su Este per tanti servizi.
I vantaggi del progetto di fusione sono rilevanti:
          aumenta la forza d’impatto dei sistemi economico territoriali e in prospettiva Este si troverebbe ad assumere un ruolo importante e di primo piano nell’ambito provinciale e regionale;
          mantiene la rappresentanza istituzionale dei comuni aggregati, tramite l’istituzione delle Municipalità. In sostanza non diverrebbero delle frazioni ma avrebbero il compito di gestire servizi di base (ad esempio l’anagrafe) e altre funzioni delegate dal Comune. Inoltre è prevista anche la rappresentanza politica tramite l’elezione del prosindaco e di due consultori;
          porta contributi straordinari statali per dieci anni nella misura del 20% dei trasferimenti erariali correnti già trasferiti ai Comuni incorporati;
          libera per tre anni il nuovo comune dal rispetto del patto di stabilità che oggi vincola pesantemente spese correnti e di investimento per i comuni superiori a 5.000 abitanti;
          permette consistenti economie di scala attraverso la riorganizzazione di strutture ed uffici allo scopo di migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini, dando a tutti le stesse opportunità di trattamento e sviluppo, rendendo in tal modo più democratico nel territorio l’accesso ai servizi;
          stimola lo sviluppo di esperienze analoghe in altri contesti territoriali, mettendo le basi al superamento delle Province.

ESTE CHE LAVORA E PRODUCE

Alle imprese deve essere consentito di lavorare con tempi certi e celerinelle risposte che devono dare gli uffici comunali. L’apertura dello sportello unico per le attività produttive in collaborazione con i comuni del territorio darà modo di attuare l’obiettivo ambizioso di aprire un’impresa in un giorno.
Negli ultimi anni anche Este ha dovuto inevitabilmente fare i conti con tutte le conseguenze negative che le imprese del territorio hanno vissuto sulla propria attività, causate dalla crisi economica mondiale.
Non possiamo evitare di considerare il fatto che, a livello internazionale, negli ultimi anni le economie avanzate sono state attraversate dalla più impegnativa crisi finanziaria dei nostri tempi e di conseguenza le prospettive per l’economia mondiale si sono rapidamente deteriorate. Oltre a diffuse tensioni di liquidità che hanno pervaso il comparto finanziario, si sta registrando una complessa ed intrecciata combinazione di calo della crescita, di elevata inflazione, di perdita di posti di lavoro, di diminuzione del potere di acquisto delle famiglie e di restrizioni al credito, unita ad un diffuso pessimismo per l’evoluzione dell’economia nel prossimo futuro.
Diventa un compito arduo in questo contesto trovare facili e/o idonee soluzioni per progettare il futuro produttivo. Quello che si può fare adesso, in questa fase di crisi globale, è cogliere l’occasione per rinnovare l’economia ed impostare stili di vita con valori di sobrietà, sostenibilità e lungimiranza.
È in questo scenario che occorre collocare la nostra azione sul territorio, un’azione tesa a gestire questa fase di forte criticità ma capace di immaginare e costruire il futuro, consapevoli sia dei nostri punti di forza ma anche dei possibili elementi di debolezza, in modo da essere pronti per la nuova fase di ripresa.

Le azioni strategiche

Si ritiene utile e indispensabile che il Comune di Este, per qualsiasi intervento di riqualificazione e programmazione di attività, lo faccia sentendosi parte integrante, a tutti gli effetti , del territorio così come definito nel PATI, in particolare per le scelte urbanistiche collegate alle reali problematiche del settore produttivo.
Il sistema economico necessita di una forte azione di qualificazione per competere; la sfida competitiva richiede di investire in qualità e innovazione. E’ altrettanto vero che la competitività si gioca tra i territori e i relativi sistemi socio-economici e urbani. La principale direttrice dello sviluppo economico è l’asse Est-Ovest (Conselve–Montagnana).
Riteniamo di primaria importanza il completamento della nuova SR10 in quanto il tracciato coincide con una delle principali direttrici di sviluppo.
In questo contesto si inserisce il progetto di mobilità ferroviaria che ha vantaggi notevoli per il nostro territorio: a partire dai minori costi per lo sviluppo logistico, al decongestionamento delle aree urbane, al minore impatto ambientale, alla maggiore tutela del territorio nel quale agricoltura e turismo esercitano un ruolo determinante.
Pertanto le nostre azioni tenderanno a:
          operazioni di riqualificazione e riconversione per un utilizzo corretto e razionale dell’ambiente esistente, limitando l’utilizzo di spazi liberi, utilizzando i criteri previsti dai nuovi strumenti di legge, in particolare dall’istituto della perequazione territoriale;
          individuare aree idonee da destinare alla logistica e alla direzione, organizzazione e promozione delle attività di interscambio;
          individuare poli per l’innovazione tecnologica e per i servizi alle imprese;
          precisare gli standard di qualità dei servizi per ottimizzare il rapporto tra le attività di produzione, servizi tecnologici e qualità dell’ambiente;
          creare le condizioni per il recupero di alcune aree del centro storico, con interventi di riordino urbano (ex officine Negrello, uffici ex Enel, ex agenzia delle entrate);
          riqualificare altre aree nei quartieri, incentivando le strutture ricettive.

L’industria e l’artigianato

Per far fronte all’attuale crisi economica è necessario esprimere la massima capacità possibile di fare sistema. Questo è possibile rafforzando sempre di più il legame tra impresa e territorio in modo che siano soggetti protagonisti dello sviluppo nel senso più ampio del termine, partecipando, con una forte carica di responsabilità sociale, alla vita della nostra città
Per i prossimi anni l’Amministrazione dovrà fare tutto il possibile per il sostegno delle imprese esistenti e dell’occupazione, mantenendo saldo quel ruolo di intermediario tra le parti che l’ha caratterizzata nei cinque anni trascorsi.
Sul fronte del lavoro l’Amministrazione si farà promotrice del dialogo tra le parti mettendo in campo strumenti formativi per un rapido reinserimento nel mondo del lavoro.
Fondamentale diventa inoltre il coordinamento di tutto il sistema produttivo attorno ad un tavolo permanente, promuovendo la formazione di poli specializzati dove le singole realtà produttive si aggregano per fare un progetto comune, dove ricerca e innovazione vengono sostenute collettivamente. Quali ad esempio: polo tecnologico avanzato per l’industria e l’artigianato; polo specialistico per l’ambiente.
La produzione ceramica è un tratto identitario di Este. Settore da tempo in crisi, non solo nel nostro comune, rappresenta pur sempre una produzione dall’alto contenuto professionale e culturale. La sua valorizzazione costituisce un investimento su un elemento fortemente caratteristico della nostra città e pertanto va perseguito con determinazione e costanza. Dopo gli importanti investimenti fatti (Ceramica al Centro, Triennale di Milano, esportazione della collezione della Triennale in USA, Simposio con i comuni di Nove e Bassano del Grappa), in futuro si potenzierà l’aspetto commerciale e promozionale del settore (scuola bottega, padiglione per esposizioni temporanee o permanenti).
In termini di servizi alle imprese si evidenzia la necessità di valutare l’ampliamento dell’autoparco che ha permesso di evitare l’ingresso e la sosta degli autotreni in aree residenziali, assicurando anche un minor impatto sulla viabilità cittadina interna.
Riteniamo, in linea con l’obiettivo dichiarato in premessa di apertura agli apporti positivi per la città, di perseguire il progetto innovativo legato al sostegno alle imprese titolari di brevetti che scelgano, con apposita convenzione, di insediarsi nel nostro territorio e consentano al Comune di compartecipare ai profitti del brevetto stesso.

 

Il commercio

Ruolo di riferimento nelle attività produttive mantiene il commercio sia nel centro storico che nelle frazioni. Resta centrale il ruolo dei negozi di prossimitàdel centro che nel loro insieme devono costituire un “centro commerciale naturale” che è il riferimento per lo sviluppo di tale settore produttivo in termini di creazione e condivisione di strategie e iniziative con le categorie economiche che possono diventare il motore dell’animazione territoriale della Città (filodiffusione, eventi culturali, segnaletica, arredo urbano, cartelloni a messaggio variabile). Altrettanto devono trovare sviluppo le iniziative commerciali nei quartieri più popolosi.
In linea con quanto abbiamo portato avanti nel precedente mandato, favoriremo la realizzazione di un polo commerciale attrattore nel centro storico all’interno dell’ex agenzia delle entrate, coinvolgendo su tale scelta i titolari delle attività commerciali del centro che devono trovare su questo obiettivo un’opportunità di valorizzazione complessiva di tutto il centro storico.
Questi 5 anni di pedonalizzazione di via Matteotti hanno dimostrato che la Città sa valorizzare meglio in questo modo il suo centro e che il commercio sa interpretare tale opportunità puntando sulla qualità della proposta commerciale. Questa scelta va pertanto mantenuta creando, in collaborazione con le associazioni di categoria, sempre maggiori opportunità che valorizzino sia questa via centrale che piazza Trento, che manterremo senz’auto, che dovrà acquisire una propria vocazione peculiare che noi vediamo legata all’arte e alla cultura.
Grande attenzione sarà dato al commercio ambulante con i mercati del Sabato e del Mercoledì: la recente riorganizzazione (che sarà completata con il coinvolgimento anche di piazza Trento) consente oggi concrete azioni promozionali volte al rilancio di un mercato tra i più significativi della provincia.
Si continueranno a promuovere forme di produzione e distribuzione locale (filiera corta) e forme alternative di distribuzione e approvvigionamento dei prodotti di consumo rappresentati dai Gruppi di Acquisto Solidale (GAS), individuando spazi idonei per il loro sviluppo.

L’agricoltura tra qualità e innovazione.

Il comparto agricolo vive una fase di cambiamenti importanti. Le imprese infatti soffrono sempre di più di una scarsa redditività della produzione tradizionale e sono costantemente alla ricerca di nuove tipologie di attività. D’intesa con le associazioni di categoria, va incentivato lo sviluppo della vendita diretta dei prodotti a chilometri zero, proseguendo il percorso iniziato con il distributore di latte fresco e l’apertura del farmer market. Si tratta di mettere queste realtà in rete con il resto del territorio, sviluppando ad esempio contratti di fornitura con il commercio tradizionale e con i centri cottura delle mense scolastiche.
Deve esse promossa e diffusa l’agricoltura biologica come risposta ad una esigenza di genuinità e garanzia dei prodotti che sempre più i cittadini chiedono alle aziende agricole.

ESTE RIFERIMENTO PER L’ISTRUZIONE E LA FORMAZIONE DEI GIOVANI

La volontà di dare le migliori opportunità di formazione ai nostri figli ci obbliga a intervenire a sostegno di una pubblica istruzione sempre più abbandonata dallo Stato e sorretta solo dalla grande e preziosa volontà degli insegnanti e di tutti gli operatori della scuola.

Asili nido come supporto concreto alle famiglie giovani

Accanto al fondamentale servizio del nostro nido comunale di cui confermiamo la gestione diretta da parte del personale del Comune, restano fondamentali le opportunità che sono date alle nostre famiglie con l’attivazione delle convenzioni con gli asili nido dei comuni attorno ad Este che in questi anni ci hanno consentito di azzerare le liste di attesa.

Dall’infanzia alla scuola dell’obbligo

Rimane altresì importante la collaborazione con la scuola paritaria Santa Maria delle Grazie che in uno stile di sussidiarietà permette di completare l’offerta formativa per l’infanzia. L’attivazione della sezione primavera e la possibile futura attivazione di una sezione di nido sarà per l’amministrazione un’opportunità per dare, in forma convenzionata, ulteriore possibilità a nostre famiglie di avere un servizio di qualità per l’accudimento dei propri figli.
I tagli intervenuti sugli insegnanti e sulle ore di lezione delle scuole elementari e medie ci obbligano a organizzare attività pomeridiane che consentano a tutti di avere quelle opportunità di approfondimento e di avvicinamento a forme di cultura e d’arte che, mancando anche l’iniziativa comunale, sarebbe consentita solo a chi può permetterselo economicamente con corsi privati. Ci riferiamo alla musica, alla danza, al teatro per i ragazzi che per gli orari più ristretti e le risorse statali tagliate sono di fatto scomparse dall’attività scolastica.
La creatività non può essere legata solo alle possibilità economiche, ma deve essere una opportunità che concediamo a tutti i nostri ragazzi perché possano guardare con maggiore fiducia al loro futuro.

L’edilizia scolastica

Dal punto di vista dell’edilizia scolastica due saranno gli impegni principali che ci prendiamo: la realizzazione dell’ampliamento della scuola primaria S. Maria del Pilastro al fine di realizzarvi una palestra e la messa a norma dei locali liberati dal liceo che si sposterà nella nuova sede in via Stazie Bragadine. Ciò consentirà di aggregare la scuola media in un’unica sedein via san Martino rendendo necessario potenziare il trasporto scolastico al fine di limitare quanto più possibile l’accesso delle vetture in centro storico per accompagnare i ragazzi a scuola.

La formazione professionale e superiore

La formazione superiore deve essere sempre più considerata a livello di territorio vasto. Occorre incentivare le specializzazione ed evitare le sovrapposizioni tra indirizzi superiori. Un percorso utile e necessario è già stato fatto in questi anni e dovrà essere proseguito affinché le nostre scuole individuino indirizzi e specializzazioni che consentano loro di mantenere un ruolo di riferimento nel territorio, in sinergica collaborazione con gli altri poli scolastici.
L’attuale organizzazione che prevede un polo liceale, un polo di formazione industriale e uno di formazione giuridico amministrativa consente alla nostra città di proporre ai nostri giovani e a quelli provenienti dai comuni limitrofi delle opportunità formative complete. In questo ambito mantiene un ruolo importante anche la formazione professionale, sia pubblica che privata (Manfredini) che deve rimanere un’opportunità per i giovani come percorso di qualificato inserimento lavorativo.
Per questo manterremo un sostegno mirato ai corsi professionali del Manfredini che orientano al lavoro i giovani, valorizzando le esperienze più innovative specie se gestite in collaborazione con le associazioni di categoria. In tale ambito si potranno sviluppare iniziative rivolte alla riqualificazione di lavoratori che abbiano perso il posto di lavoro o che siano coinvolti in processi di ricollocazione.

ESTE SOCIALE VICINA AI SUOI CITTADINI

Le politiche e gli interventi di carattere sociale non possono essere uguali e replicabili nel tempo. Per questo gli interventi sociali che proponiamo per i prossimi cinque anni di amministrazione svilupperanno alcune riflessioni sui fenomeni che stanno modificando le condizioni del nostro vivere quotidiano.
In questo modo si confermano le risposte ai bisogni sociali che ancora oggi si mantengono valide, ma allo stesso tempo si forniscono strumenti per mettere in campo nuove azioni efficaci. Nell’attualità che viviamo, in particolare, i temi di carattere sociale non possono essere affrontati senza tenere conto della crisi economica in corso, i cui effetti rendono più gravi alcune condizioni già in precedenza critiche: perdita di posti di lavoro, estensione della precarietà, riduzione del reddito disponibile.
Le condizioni di vita di molte persone sono messe in discussione sul piano materiale, ma le difficoltà dei singoli e delle famiglie si evidenziano anche sul piano delle relazioni (all’interno degli stessi nuclei familiari), della salute psichica, della sempre più ampia sfera delle dipendenze (da sostanze e da gioco).
Siamo convinti che solo offrendo risposte sul piano dei bisogni sociali e della solidarietà si possa abbassare la percezione dell’insicurezza e si possa mantenere unita la nostra comunità.
I tagli del Governo al Fondo Nazionale per le Politiche Sociali rischiano di porre le condizioni per il superamento dello stato sociale.
A fronte di questa situazione, il Comune di Este, come ha già fatto negli ultimi cinque anni, si impegnerà ad assicurare la natura pubblica degli interventi sociali per garantire che ad essi possono accedere tutti i cittadini.

Ruolo dell’associazionismo e del privato sociale

L’amministrazione comunale non sempre riesce a far fronte a tutte le necessità sociali. In città si è andata strutturando una presenza significativa di risposte sociali, attraverso un crescente sviluppo del Terzo settore, diventato così l’interlocutore principale dell’ente pubblico.
Nel nostro territorio è presente un consistente numero di associazioni di volontariato, testimonianza di un impegno sociale diffuso. Anche il mondo cooperativo, negli ultimi anni, è cresciuto ed in particolare si è rafforzato con una strutturazione ed una organizzazione sempre più adeguate al modello di impresa sociale efficiente ed efficace.
Continueremo a lavorare per rendere sempre più stabile e organizzata la collaborazione tra il settore pubblico ed il privato sociale, per costruire un sistema integrato di servizi e prestazioni che garantisca ai cittadini i diritti sociali e socio-sanitari.
Le politiche sociali del Comune di Este saranno realizzate attraverso la collaborazione con le associazioni di volontariato e le cooperative sociali che operano nel territorio.
Grazie a questo sarà possibile fornire risposte precise ai bisogni e ottimizzare le risorse a disposizione. Il comune presterà particolare attenzione, nell’assegnazione degli appalti, oltre che alla qualità dei servizi offerti, anche al rispetto delle condizioni di lavoro degli operatori del settore.

Bilancio Sociale

All’interno di questo quadro di azione si ritiene importante l’introduzione dello strumento del Bilancio sociale come guida alla analisi dei problemi e alla lettura dei fenomeni e per la programmazione degli interventi in relazione ai bisogni. Realizzare il Bilancio Sociale significa pensare e programmare le politiche sociali del nostro territorio coinvolgendo chi opera all’interno della nostra comunità sia nella fase di realizzazione dei diversi servizi sociali ma anche e soprattutto nell’investimento e nella destinazione  delle risorse economiche.
Politiche sociali territoriali di qualità
Il Comune di Este continuerà a esercitare un ruolo di sostegno, indirizzo e coordinamento degli interventi e delle politiche sociali a livello territoriale attraverso l’attuazione del Piano di Zona. In particolare, gli obiettivi da perseguire, insieme agli altri Comuni, sono:
          il potenziamento dei servizi sanitari territoriali, intesi come risposte efficaci e concrete per i pazienti non acuti e definizione delle relative modalità di intervento;
          il coordinamento di interventi a favore delle persone non autosufficienti che vivono nella propria casa (assistenza domiciliare integrata)
          larealizzazione di un sistema integrato (modello di rete) che mette in relazione i medici di base di Este al fine di garantire la continuità assistenziale;
          l’attuazione degli obiettivi in materia di riduzione dei tempi di attesa con la definizione delle linee guida e dei percorsi assistenziali.

Ospedale unico

Il nuovo presidio ospedaliero consentirà di completare la riorganizzazione e i servizi ospedalieri. Ad esso, di pari passo, dovrà essere affiancato il mantenimento, all’interno delle strutture sanitarie oggi esistenti nel nostro Comune, di importanti servizi sociali e sanitari territoriali, essenziali per garantire l’assistenza ai pazienti che non hanno bisogno del ricovero in ospedale, mettendo anche in rete i servizi della medicina di base, dei pediatri, dei servizi sociali e dei servizi sanitari territoriali.
Quanto alla riconversione della struttura ospedaliera, valutandone le potenzialità in termini di servizi alla persona, di valorizzazione del territorio e di opportunità occupazionali, in linea con l’obiettivo dichiarato in premessa di apertura agli apporti positivi per la città, si ritiene di perseguire l’obiettivo di riconvertire, in stretta sinergia con Regione Veneto e ULSS 17, la struttura ospedaliera finalizzandola alla riabilitazione funzionale dei soggetti portatori di handicap, al fine di creare un centro di eccellenza a valenza nazionale. Tale obiettivo potrà completarsi affiancando all’Accademia dell’artigianato esistente un polo formativo di alta specializzazione connesso alla riabilitazione e alla fisioterapia.

Politiche di sostegno al reddito: il microcredito

Nell’ambito delle politiche di sostegno al reddito, per consentire alle famiglie di sostenere spese importanti e di una certa entità (rata del mutuo, ristrutturazioni, ecc), saranno sperimentate esperienze di microcredito in collaborazione con associazioni e istituti bancari disponibili.

Regolamento di accesso ai servizi

In questi anni sono avvenuti profondi mutamenti nella struttura della nostra comunità locale, processi di impoverimento, episodi di emarginazione e problematiche relative alle tante forme di non autosufficienza. La gestione della erogazione dei contributi ed i criteri di accesso ai servizi sociali (asili nido, assistenza domiciliare, ecc.) devono pertanto adeguarsi a questi cambiamenti, con una revisione dei regolamenti in vigore per creare strumenti agili ed aggiornati in grado di dare risposte precise e diversificate ai molteplici bisogni sociali dei cittadini.

Azioni di contrasto alla povertà: l’erogazione di generi alimentari

Per contrastare queste nuove forme di bisogno sociale metteremo in campo azioni di sostegno al reddito e interventi diversificati di solidarietà. L’amministrazione comunale continuerà a sostenere la rete di aiuto presente in città, grazie alle organizzazioni di volontariato che gestiscono l’erogazione di generi alimentari.

Politiche per la persona e la famiglia: Este amica dell’infanzia

Per accompagnare la crescita dei bambini e per sostenere i genitori nel loro ruolo, in continuità con quanto è stato fatto negli anni passati, verranno mantenuta la significativa offerta di iniziative educative e ricreative, specialmente i centri ricreativi estivi.
In questo ambito continuerà ad essere favorito il protagonismo delle associazioni attive in città.
Esiste in città la necessità di disporre di luoghi, spazi e proposte che dimostrino una attenzione costante alle esigenze dei bambini e delle famiglie. Este deve diventare una città amica dell’infanzia.
Si tratta di un obiettivo raggiungibile con una serie di differenti azioni che, per essere efficaci, si basano sullo sviluppo di sinergie tra i servizi comunali e territoriali (consultorio familiare e spazio bimbi).
Per essere riconosciuta concretamente come una Città a misura di bambine, bambini e famiglie, Este deve favorire questi progetti:
          ridisegnare spazi e percorsi della città, in modo tale da renderli fruibili a piedi o in bicicletta da parte dei bambini; facilitare gli spostamenti delle future mamme e neo mamme prevedendo i parcheggi rosa;
          mantenere alta la qualità dei servizi comunali per la prima infanzia, aumentando progressivamente i posti disponibili negli asili nido attraverso nuove convenzioni con il privato in possesso della certificazione di qualità e favorendo le esperienze di nido aziendale;
          ripensare gli stili di vita e di consumo sostenendo, attraverso percorsi formativi, lo sviluppo del consumo etico, a partire dai servizi comunali per la prima infanzia; in questo ambito sarà garantito l’inserimento di prodotti di “filiera corta” nei menù delle mense scolastiche, con particolare attenzione alla stagionalità degli stessi ed all’utilizzo di acqua del rubinetto.

Partecipazione giovanile

La città che crede nei giovani alimenta la partecipazione giovanile e la sostiene; promuove la creazione di percorsi per la definizione delle politiche giovanili, cercando di passare dalla semplice consultazione alla reale condivisione delle scelte; promuove e sostiene gli scambi internazionali, i gemellaggi e tutte le iniziative volte ad allargare gli orizzonti di riferimento dei giovani, mettendoli in condizione di conoscere, esplorare ed apprezzare ciò che si trova al di fuori del proprio territorio.
Prevede momenti di confronto con i giovani, attraverso manifestazioni e iniziative in cui vi sia spazio sia per la festa che per il dibattito.
Ad Este oggi è importante:
          individuare spazi per l’aggregazione giovanile (sala prove, sala di registrazione, sala studio);
          assegnare spazi alle associazioni giovanili;
          consentire l’accesso gratuito alla rete in tutti i luoghi pubblici e di aggregazione della Città;
          favorire scambi culturali anche attraverso i gemellaggi;
          favorire iniziative di cooperazione decentrata che valorizzino il ruolo dei giovani volontari;
          promuovere politiche abitative per favorire l’indipendenza dei giovani e delle giovani coppie;
          promuovere politiche che prevedano un sistema di orientamento e stimolo al lavoro tramite un forte collegamento tra le istituzioni scolastiche e le associazioni di categoria con particolare attenzione alla formazione tecnica e professionale.

Azioni a favore della coesione sociale e dell’integrazione

L’esperienza di questi anni, grazie anche al lavoro di molte associazioni, ha tracciato la strada per azioni che possono promuovere una convivenza possibile tra gli estensi e le persone che arrivano da altri Paesi. Senza voler sottacere le difficoltà che comunque sono presenti, questa modalità di lavoro ha mostrato la possibilità di favorire la convivenza a partire dalla conoscenza reciproca, dal rispetto, dal venire meno della diffidenza.
E’ doveroso iniziare ad affrontare il tema delle cosiddette “seconde generazioni”. Attualmente la maggioranza dei ragazzi stranieri che frequentano le nostre scuole è nato in città. Nella fase dell’adolescenza questi ragazzi si trovano a dover scegliere tra l’identificarsi con la cultura familiare di origine o con quella del luogo in cui vivono. Spesso ciò provoca un conflitto interiore e difficoltà personali.
Parlare di coesione sociale significa quindi preoccuparsi anche del benessere psicofisico di queste nuove generazioni e promuovere l’integrazione e l’interculturalità.
Poiché una buona coesione sociale passa anche attraverso la conoscenza della cultura e delle condizioni di vita del luogo ospitante, andranno promossi l’insegnamento della lingua, della Costituzione e della legislazione italiane.
Proseguirà l’attività dello Sportello Immigraticome servizio di supporto per la gestione delle pratiche di immigrazione e per l’assistenza. Si potenzieranno i servizi a sostegno delle badanti attraverso corsi di aggiornamento professionale.

Invecchiamento della popolazione, la disabilità ed il disagio psichico

Il Comune affronterà con attenzione la tematica della continuità di cura e del sostegno alla non autosufficienza. Comune e Distretto socio-sanitario dovranno affrontare e sviluppare azioni che permettano di essere più efficaci rispetto al tema delle dimissioni protette, in modo che una persona, una volta dimessa dall’ospedale, trovi risposte adeguate ai propri bisogni di salute e assistenza; una vera attività di “ospedalizzazione a domicilio”, che comprende assistenza sanitaria, ma anche psicologica della persona e della famiglia.
Il Comune attiverà azioni a sostegno della non autosufficienza, mettendo a disposizione risorse diversificate a favore delle famiglie, sia nel caso in cui scelgano di tenere il congiunto nel proprio domicilio, sia che ritengano necessario un suo ricovero in casa di riposo. In considerazione dell’alto numero di anziani (nonché della loro età sempre più avanzata), saranno potenziati i servizi come l’assistenza domiciliare e la consegna dei pasti a domicilio.
Molti anziani godono di buona salute ed è sempre più frequente la loro esigenza di intrattenere relazioni sociali. Il processo di isolamento a cui sono destinati, tra l’altro, incide notevolmente sulla loro percezione di insicurezza.
E’ necessario cercare di facilitare la socializzazione delle persone anziane e contemporaneamente trasmettere un senso di sicurezza e di possibilità di vivere in tranquillità. A questo proposito, viene confermata e sostenuta l’esperienza dell’Università Popolare e del Centro Anziani come momenti fondamentali di crescita e socializzazione.
Un problema che sta emergendo con forza riguarda poi la tenuta del sistema delle Case di Riposo, che negli ultimi anni si sono trasformate in piccoli reparti sanitari, in cui vengono ricoverati soggetti molto anziani con patologie tali da richiedere l’assistenza costante di medici e infermieri, di conseguenza, i costi di gestione sono elevati.
Così come già fatto in questi anni, le famiglie a basso reddito degli ospiti della Casa di Riposo saranno quindi sostenute per il pagamento delle rette.

Un’attenzione particolare alle persone con disabilità

La spesa sociale per sostenere i servizi educativi, assistenziali e di cura dei ragazzi e delle persone con disabilità è in forte aumento. Ciò è dovuto ad una crescita accertata del numero delle persone portatrici di disabilità. I servizi specialistici sono saturi e in prospettiva non potranno far fronte alle necessità che si profilano.
Pertanto sarà necessario continuare a sostenere questi servizi (che tra l’altro sono ottimamente gestiti dal privato sociale), ma anche prendere atto del limite di un sistema di risposte così organizzato. Verranno messi in campo interventi più “leggeri” rivolti all’integrazione sociale, promuovendo un lavoro congiunto tra amministrazione comunale, associazioni e cooperative sociali. Ciò al fine di migliorare i servizi a domicilio e l’ambiente circostante in cui vive la persona disabile. A beneficiarne saranno coloro che non usufruiscono di servizi diurni, la popolazione disabile anziana, chi ha subito traumi da incidenti stradali e/o infortuni.
Per quanto riguarda la presenza nelle scuole dei ragazzi portatori di disabilità, verrà sviluppata la collaborazione con gli istituti di ogni ordine e grado in modo di evitare processi di emarginazione in ambito scolastico.
Nel periodo 2006-2011 è stata prestata particolare attenzione a intensificare la collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Ospedaliera.
Bisogna operare affinché, in sinergia con altre realtà istituzionali e del privato sociale, vengano potenziate le risorse del territorio per quanto riguarda i bisogni di residenzialità autonoma o protetta delle persone afflitte da disturbi mentali. Si continuerà a sostenere le attività volte alla socializzazione e al reinserimento anche lavorativo delle persone con disagio psichico, o semplicemente con svantaggio sociale.

La casa

Un primo bisogno sociale che viene messo in discussione quando vengono a mancare il lavoro ed il reddito è il bene casa. Attualmente si registra un aumento degli sfratti, come pure aumentano le difficoltà nel pagare il canone di affitto e a corrispondere la rata del mutuo per l’acquisto della casa.
Vogliamo rilanciare un progetto complessivo per affrontare la questione della casa per chi non ha raggiunto il traguardo dell’alloggio in proprietà.
Per le famiglie in maggiore difficoltà sul piano sociale ed economico opereremo per ampliare la disponibilità di alloggi di edilizia residenziale pubblica. Verranno recuperate risorse finanziarie dalla vendita di una parte degli alloggi pubblici (specialmente per quelli che richiedono importanti interventi di ristrutturazione) agli inquilini interessati, per poter così investire nel miglioramento e nell’ampliamento del patrimonio residenziale.
Rafforzeremo il contributo comunale al Fondo regionale di sostegno sull’affitto per chi fatica a pagare un affitto di mercato.

ESTE CITTÀ FUTURA

Piano di assetto del territorio e Piano degli interventi

L’obiettivo principale che ci poniamo è quello della vivibilità.
Dove per vivibilità si intende una città:
          attiva senza essere congestionata,
          accogliente senza perdere la propria identità,
          dinamica senza rinunciare alla tranquillità,
          innovativa nel rispetto della sostenibilità.
Queste saranno le linee che ci guideranno nella redazione degli strumenti urbanistici comunali.

Progetto casa

E’ sempre più difficile per le giovani coppie poter costruire un progetto di vita. La futura amministrazione vuole intervenire  realizzando edilizia popolare recuperando le aree degradate. Fornirà la possibilità alla città di crescere in maniera democratica miscelando l’housing sociale all’edilizia convenzionale.
Tale risultato sarà ottenuto introducendo, per gli interventi più rilevanti (saranno esclusi gli interventi fino a 4 unità abitative), l’obbligo di destinare in proporzione alla grandezza dell’intervento  una parte del volume edificabile a Edilizia Convenzionata.

Urbanistica di quartiere: cittadinanza partecipata

Vogliamo favorire un migliore ascolto e dialogo tra residenti, associazioni e Comune su progetti di miglioramento socio-ambientale di quartiere.
La cittadinanza e la partecipazione alla vita della città passa anche attraverso la gestione e la riqualificazione di piazze e centri aggregativi del capoluogo e delle frazioni.
I cittadini potranno svolgere un ruolo attivo di promotori, oltre che di  fruitori degli spazi pubblici,  attraverso una concertazione che li farà diventare partecipi nella scelta progettuale e di gestione  di alcuni elementi urbani quali parchi e piazze. Verranno coinvolte associazioni e cittadini di quartieri e frazioni, attraverso lo strumento della sponsorizzazione di servizi e opere pubbliche.
Realizzazioni Peep troveranno collocazione specialmente nelle frazioni (Deserto, Schiavonia e Prà).

Il recupero della città

Il comune promuoverà il recupero delle aree degradate e non più funzionali presenti nel tessuto urbano (ad esempio l’ex ospedale, le aree ex Negrello sia su via Orti che su via Augustea, l’area della casa di riposo in via S. Stefano), indirizzando le proprietà (private e pubbliche) ad una riqualificazione che garantisca anche servizi e verde per la città.
Particolare attenzione sarà osservata alla destinazione d’uso dell’area dell’attuale ospedale cittadino, favorendo un suo utilizzo, oltre che residenziale, anche come sede di servizi sanitari, sociali e di formazione.
Saranno portati a termine i progetti di recupero dei nostri beni culturali progettati e finanziati nella precedente Amministrazione: Chiesa degli Zoccoli, Teatro dei Filodrammatici e Sala dei Battuti, Palazzo Contarini già sede della biblioteca civica, manutenzioni sulle mura e sulle torri del Castello, area espositiva all’ingresso del Castello, interventi sulla Chiesa della Beata Vergine in piazza Trento, valorizzazione dell’area esterna del Castello dall’ingresso dei Giardini alla Torre del soccorso.
Dovranno essere individuate le forme opportune per ampliare i Cimiteri delle frazioni e per intervenire sul Famedium nel Cimitero maggiore.

I beni comunali

Alcune aree di proprietà comunale sono da tempo oggetto di vendita e di alienazione da parte dell’Amministrazione (ad esempio le scuole dismesse).
Attraverso un concorso di progettazione l’Amministrazione comunale e i quartieri coinvolti predisporranno proposte per l’aree interessate, formulando nuovi progetti che vedranno convivere spazi verdi, servizi e nuove abitazioni.

Meno consumo di territorio

Sarà realizzato un censimento delle case attualmente sfitte o disabitate e si provvederà ad incentivare il recupero del patrimonio abitativo già esistente in città. Tale processo comporterà un freno al consumo di territorio.

ESTE PER UN AMBIENTE COME TUTELA E SVILUPPO

Pensa all’intero pianeta agendo nella tua comunità

Este ha avviato dal 2009 la propria Agenda 21 locale chiamata “For.Este”. Dopo numerose riunioni dei laboratori civici dedicati ai temi”Stili di vita” e “Città partecipata”, svoltisi da febbraio a settembre 2010, AG21 ha individuato obiettivi di sostenibilità producendo un Piano di Azione Locale. Il documento propone un programma di azioni concrete misurabili ogni anno per migliorare le condizioni di vita dei cittadini e del territorio.
La prossima amministrazione partirà da questi risultati per proporre un  programma di attuazione di politiche ecocompatibili. Come premessa, però, una riflessione è d’obbligo: oggi è più che mai necessario attivare un patto di fiducia tra la sensibilità dei cittadini alle emergenze ambientali e l’impegno del buon amministratore impegnato nella difesa del bene comune.

Punti critici

Este continua ad essere inserita dalla Regione Veneto nella fascia A dei comuni ad alto rischio ambientale. Tra le cause maggiori la compresenza di ben tre cementerie in pochi chilometri di distanza tra Este e Monselice. In coerenza con quanto previsto dal Piano Ambientale del Parco Colli Euganei e dal Piano di Assetto del Territorio che abbiamo approvato dovranno essere concertate le azioni perchè si pervenga alla completa riqualificazione dell’area del cementificio.
Un impegno coerente con quanto fatto sinora, inoltre, sarà a fianco dei cittadini contro l’insediamento di qualsiasi impianto di incenerimento nel territorio comunale.

Il piano clima: Este città carbon neutral

Come richiesto dal Patto dei Sindaci, al quale il Comune di Este ha aderito, entro il 2020 si prevede di ridurre anche nel nostro territorio le emissioni di CO2 del 20%. Il primo passo sarà la redazione di un Piano Clima ovvero l’inventario delle emissioni a livello comunale, cioè quante sono le emissioni dovute al consumo di energia suddivise per ambiti: mobilità, industria, terziario, residenziale, agricoltura. Il punto di partenza vero e proprio per definire la strategia e gli obiettivi da conseguire entro il 2020. E’ tramite l’inventario, infatti, che emergono i settori maggiormente responsabili delle emissioni a livello locale e quelli sui quali è fondamentale intervenire per ottenere dei risultati in modo efficace.

Ridurre l’impronta ecologica della macchina comunale

La macchina comunale non deve limitarsi a predicare bene, deve invece modificare i propri comportamenti per dare l’esempio.
Nei prossimi cinque anni gli interventi comunali sono:
          aumento delle aree verdi con la piantumazione di mille alberi e la realizzazione di aree boscate in tutte le frazioni e i quartieri cittadini gestite dai residenti stessi. Miglioramento ed estensione del servizio degli orti sociali da estendere ad una fascia d’età più ampia
          aumento della efficienza elettrica e termica del patrimonio comunale con l’installazione nelle scuole e negli impianti sportivi comunali (Paleste, scuole materne e elementari) di pannelli fotovoltaici e solari
          sviluppo e potenziamento delle energie rinnovabili con l’estensione della rete di teleriscaldamento alla parte sud della città. Oggi sono complessivamente 9 le grandi utenze servite con un risparmio calcolato sul 50% del costo delle bollette del gas. Tra queste il Manfredini, l’Ospedale, il Comando dei Vigili del Fuoco, la scuola elementare del Pilastro. La rete di teleriscaldamento realizzata è dimensionata per una potenza termica alla punta di circa 7 MWt. E’ nostro obiettivo, nei prossimi cinque anni, estenderla anche al maggior numero di privati coprendo buona parte della zona sud della città
          riciclaggio rifiuti. La raccolta differenziata in cinque anni dovrà passare dal 68% all’80% col passaggio da tassa a tariffa e con forme di riconoscimento e premio per i cittadini più virtuosi. Parallelamente al sistema di raccolta, smaltimento e riciclaggio è necessario anche intervenire per diminuire la produzione pro capite dei rifiuti. A tale scopo, per il materiale elettrico ed elettronico, si propone la costituzione di una cooperativa che promuova il riciclo ed il riuso anche attraverso la riparazione , evitando così che la spazzatura elettronica inquini il pianeta. Si tratta di un modo per dare lavoro e promuovere il concetto della “riparazione” e quindi del risparmio. Attorno a questa attività si potranno concentrare anche attività di raccolta degli indumenti e di altri oggetti scartati anche se ancora funzionanti.

Bioedilizia

Vogliamo promuovere la bioedilizia. Progettare case verdi anche in città, ovvero abitazioni che rispettino l’ambiente, che consumino poco, che abbiano un impatto ridotto sul territorio.
Una casa normale, edificata dopo il 1970 e senza particolari accorgimenti, consuma tra i 30 ed i 40 litri di gasolio per metro quadro o 20 metri cubi di metano al metro quadro, per la maggior parte disperso all’esterno dell’abitazione. Una casa ad alta classe energetica può arrivare a consumare da un massimo di 7 ad un minimo di un litro per m quadro.
Un vantaggio per il portafoglio e l’ambiente poiché non si rinuncia a niente. Anzi. Migliora il comfort termico, si riducono le emissioni di CO2, si crea occupazione qualificata, si riducono i consumi di fonti fossili.

Per l’acqua il contratto di fiume

Alla luce dell’emergenza alluvionale degli scorsi mesi, bisogna costituire un organismo che metta insieme le amministrazioni dei comuni e degli altri enti territoriali (da monte a valle: Comunità montane, Bacini imbriferi montani, Consorzi di bonifica, ATO, ma anche comitati locali della Protezione civile, associazioni ambientaliste, etc.) che si occupano della gestione/tutela/valorizzazione dei sistemi idrografici.
Un organismo che affronti nel suo insieme i territori dei bacini fluviali che convergono sull’estense, e che dall’estense si dirigono al mare, per analizzare la situazione, per prevenire future situazioni critiche e per coordinare la richiesta di fondi a UE, stato, regione, province, banche locali, fondazioni, all’interno di un progetto che dia respiro alle singole iniziative, così da poter individuare risorse nuove da mettere in gioco.
Per fare tutto questo serve una unità politico-territoriale che corrisponda all’unità fisico-ambientale, idrografica, serve quindi un luogo politico che dia espressione a questa nuova consapevolezza.
Uno strumento che può essere considerato, sulla scorta delle esperienze di altre regioni (Lombardia, Piemonte, Toscana), è il Contratto di fiume.

Il piano delle acque comunali

Il comune dovrà dotarsi di un Piano delle acque comunali o meglio di un piano di  regolarizzazione delle acque di superficie (fossi e dei canali), con il quale, con la collaborazione dei consorzi di bonifica competenti per territorio, dovrà redigere la mappatura dei fossi consorziali comunali e privati
Dovrà essere fatto divieto di chiusura di fossi se non preventivamente autorizzato dall’ente.
L’Amministrazione, in tutte le sedi istituzionali, dovrà esprimersi per il mantenimento della proprietà pubblica dell’acqua.

Manutenzione e arricchimento del verde pubblico

Il patrimonio del verde pubblico deve essere prima ben curato e poi arricchito. La manutenzione resta una delle priorità per i Giardini del Castello e per il percorso naturalistico della Restara che, nell’ambito del federalismo demaniale, dovrà essere acquisito a patrimonio comunale.
In linea con l’obiettivo dichiarato in premessa di apertura agli apporti positivi per la città, e con quanto indicato nei documenti programmatici del PAT che abbiamo approvato, riteniamo debbano essere implementate le piantumazioni arboree nelle zone agricole marginali limitrofe all’abitato, con apposite convenzioni con gli agricoltori e i singoli proprietari dei fondi. L’obiettivo è quello di realizzare un cuscino verde attorno alla città con la funzione di ossigenazione, abbattimento delle polveri sottili e regolazione termica d’estate.

Emergenza odori

Pur consci della pluralità delle fonti odorigene del nostro territorio, per mitigare e ridurre ulteriormente le possibili emissioni di odori, in qualità di titolari di SESA, si darà indirizzo all’azienda di procedere a realizzare un nuovo impianto di trattamento del rifiuto umido a una distanza di circa 700 metri da quello attuale e in sostituzione dello stesso.
Ciò consentirà di realizzare a maggiore distanza dalle zone abitate di Este e Ospedaletto un impianto di compostaggio a biocelle di nuova generazione in ambiente controllato che dovrà garantire un maggiore governo delle emissioni odorigene.

ESTE MOBILE, SICURA E SOSTENIBILE

Vogliamo realizzare un sistema di mobilità sostenibile e sicura.
Primo obiettivo è approvare un piano quinquennale delle asfaltature che consenta dimettere in sicurezza tutte le strade della città, dalle più grandi e trafficate alle più piccole e residenziali.
Vogliamo poi eliminare alcuni punti critici della viabilità carraia con la messa in sicurezza degli incroci viari che presentano pericolosità e dando forte impulso alla mobilità ciclo-pedonale realizzando nuovi interventi a collegamento dei diversi poli attrattivi della città e delle frazioni, con vantaggi rilevanti in termini di emissioni inquinanti e consumo di risorse.
Verrà dato ulteriore stimolo alla viabilità pubblica riconfermando la convenzione con SITA per il trasporto urbano e sperimentando un sistema di trasporto urbano (e intercomunale) di prossimità.

Viabilità carraia

Risoluzione di alcuni punti particolarmente critici:
          posizionamento impianto semaforico per regolarizzazione ingresso da Via Schiavin su Via Augustea
          nuova rotonda, come previsto dal PUT, su incrocio tra Via Augustea e la Padana inferiore
          regolazione incrocio tra via Atheste e viale dell’Industria con divieto di svolta a sinistra per chi accede da via dell’industria
          soluzione incrocio tra via Callido e Via Deserto
          limitazione della velocità delle auto su via Pressane a Deserto
          introduzione delle stanze di circolazione che consentano di fluidificare il traffico creando spazio per la sosta e per la ciclabilità
          incalzare gli enti superiori per la realizzazione della bretella ovest, tra la sr247 e la sr10 secondo lo studio di fattibilità già approvato dall’Amministrazione.

Viabilità ciclabile

Forte impulso alla realizzazione di collegamenti tra le frazioni e il centro e tra poli di interesse (stazioni dei treni, autobus e scuole e ospedali):
          redazione del piano comunale delle piste ciclabili in cui inserire nuove piste tra le quali in via Rana Ca’ Mori e da Deserto e Schiavonia verso la stazione di S. Elena in prospettiva dell’ospedale unico e le piste ciclabili interne al centro che unisca la stazione dei treni con i complessi scolastici e la stazione bus;
          collegamento ciclabile da Prà e da Motta verso Este
          completamento ciclabile da Meggiaro (prolungamento pista ciclabile da Baone) verso il centro
          completamento dell’anello ciclabile dei Colli Euganei  con la realizzazione di più percorsi ciclabili urbani
          percorso ciclabile Este – Pesare

Viabilità pedonale

Impegno a proseguire nel lavoro di salvaguardia della mobilità debole attraverso interventi di realizzazione di nuovi marciapiedi e attraverso interventi, anche puntuali, di messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali presenti nella viabilità cittadina (esempio: realizzazione passaggi pedonali rialzati di collegamento tra il Castello e il centro storico, marciapiedi di collegamento tra le poste e l’area ex Modabella a Deserto)

Viabilità pubblica

Ci attiveremo per un sistema sostenibile di trasporto urbano di prossimità coinvolgendo i comuni limitrofi (Baone, Carceri e Ospedaletto) allo scopo di ridurre quanto più possibile il ricorso all’esasperato utilizzo del mezzo privato, che tanti inconvenienti comporta a causa della congestione del traffico e, conseguentemente, delle emissioni di gas di scarico e rendere praticabile il centro, con negozi ed attività commerciali, alla fascia di popolazione che non ha possibilità di muoversi autonomamente (mancanza di patente, età avanzata…).
Rinnovo graduale del parco macchine comunale con mezzi elettrici, ibridi o a metano.

Pianificazione del territorio: centro e frazioni

Completamento della riqualificazione del centro storico ed in particolare di Viale Fiume, in un’ottica che vede tale via come porta di ingresso alla Città e non come arteria di attraversamento.
Ci adopereremo per implementare la rete dei sottoservizi, con particolare attenzione alla rete fognaria comunale nelle frazioni, specie Motta e Deserto.
Avvieremo la realizzazione di aree attrezzate per bambini in tutte le frazioni e in zona P.E.E.P.
Si dovranno individuare soluzioni alternative al passaggio dei mezzi pesanti all’interno delle frazioni, impegnandoci a far realizzare dal gestore della nuova sr10 le barriere assorbenti sulla stessa superstrada.

Parcheggi

Completamento della realizzazione dei parcheggi in via San Girolamo, Isidoro Alessi, Gambina, curandone l’illuminazione e il controllo.
Prevedere in tutti i parcheggi cittadini i cosiddetti parcheggi rosa riservati a donne incinte o col passeggino. Realizzazione di totem per la ricarica dei veicoli elettrici nei parcheggi della nostra città. I veicoli elettrici o ibridi sono in aumento e offrono la possibilità di incentivare l’uso delle energie pulite.

I ponti storici e il canale Bisatto

Gli eventi alluvionali hanno evidenziato quanto sia necessario intervenire nel consolidamento dei ponti storici (Girometta, Porta Vecchia, Porta di San Francesco, Grazie). Cosa che è stata programmata per i prossimi mesi. L’Amministrazione definirà un progetto per il recupero e la valorizzazione del percorso urbano del canale Bisatto. Potranno essere allestiti percorsi-vita e percorsi didattici lungo gli argini, creazione di aree verdi attrezzate. La riapertura del porto delle Grazie e della Porta Vecchia con possibilità di uso e attracco di piccole imbarcazioni per percorsi fluviali, sarebbe il coronamento della realizzazione del semianello delle vie d’acqua da Padova a Vo’, previsto dal progetto del Piano Ambientale del Parco Colli.

Un’economia a basse emissioni

Sviluppare opportunità per l’economia ed il lavoro.
Si promuoverà l’efficienza energetica della zona industriale e di quella artigianale orientando le imprese che investono nella green economy fornendo, di concerto con le categorie produttive, formazione agli operatori economici.
Aiuto concreto alle aziende agricole che investono nel biologico attraverso la promozione e l’organizzazione del mercatino del biologico che diventerà un appuntamento fisso mensile.
Collaborazione con i GAS ( Gruppi di acquisto solidale) e con le riconversioni ecologiche delle produzioni artigianali.
Promozione di percorsi casa scuola pedonali oltrechè di taxi collettivi elettrici o car sharing.
Promuovere diversi stili di vita col proseguimento di Agenda 21 per acquisti eco ed equo sostenibili.

Il piano di mobilità per i disabili

Realizzazione di un piano di mobilità per i disabili all’interno del territorio comunale e dei Giardini.

La sicurezza diffusa a garanzia della coesione sociale

L’avvio del distretto di Polizia Locale Euganeo Estense consente di avere una struttura sempre più specializzata e strutturata per garantire legalità e sicurezza al nostro territorio. Saranno implementati i servizi di polizia di prossimità nei quartieri, nelle frazioni e nei luoghi sensibili della nostra Città (Giardini, Anfiteatro, parchi giochi).
Sarà ricercata la collaborazione e la sinergia con le altre forze dell’ordine presenti sul nostro Comune. La realizzazione della nuova Caserma dei Carabinieri sarà un’opportunità per rafforzare ulteriormente la presenza dell’Arma nel quartiere di Meggiaro, che è ormai il più popoloso della nostra città.
Il ruolo della Protezione civile sarà ulteriormente potenziato, puntando sulla formazione continua dei volontari e sulla dotazione di mezzi e attrezzature che completino le specializzazioni del nostro gruppo comunale.

ESTE TRA CULTURA E TURISMO

Per la Città di Este la cultura è un investimento che non ci si può consentire di limitare. Ne va del ruolo della nostra città nel territorio in cui siamo inseriti.

I luoghi della cultura

L’attenzione va innanzitutto ai luoghi della cultura: accanto agli interventi di ripristino già progettati e finanziati nel teatro dei Filodrammatici che avrà a disposizione sia la rinnovata sala prove (che diverrà uno spazio polivalente per eventi culturali) che la sala dei Battuti (che potrà essere utilizzata in particolar modo per la musica), l’amministrazione concentrerà la sua attenzione sul recupero dei locali del Palazzo Contarini in viale Fiume (ex biblioteca) che dovrà assumere un ruolo centrale nella valorizzazione dei tesori d’arte del Comune (i tesori sacri, i documenti della Magnifica Comunità, la vasta quadreria, le opere ceramiche frutto delle precedenti edizioni della Triennale). Tale recupero sarà reso possibile con l’alienazione di beni non altrimenti valorizzabili come Villa Mattiolo, gli edifici scolastici chiusi da anni nelle frazioni di Schiavonia e Prà e l’ex palazzetto dello sport.
In collaborazione con il Club Ignoranti, proprietario dell’immobile, dovrà essere riaperto lo spazio dell’ex cinema Cristallo: in esso potranno essere collocate le attività della nostra scuola di musica con la creazione anche un auditorium dedicato che oggi manca nella Città.
Proponiamo di affiancare alla sala prove anche una sala di registrazione che favorirà oltre all’aggregazione giovanile anche la nascita di nuove esperienze lavorative destinate ai giovani.

Eventi culturali per tutti i cittadini e per tutte le età

Gli eventi culturali, organizzati direttamente dal Comune o in collaborazione con le numerose e attive associazioni locali, devono essere alla portata di tutti i cittadini e saper interpretare i diversi gusti. L’esperienza fatta in questi anni ha dimostrato, per esempio, un vasto interesse verso le opere liriche che vorremmo ripetere creando un calendario più nutrito.
Abbiamo l’obiettivo di rinnovare il pubblico teatrale, percorrendo esperienze ed eventi che avvicinino i giovani a questa forma d’arte perché la tradizione teatrale estense non abbia mai a venir meno.
Gli eventi della cultura devono trovare spazio e iniziativa anche nelle diverse località e frazioni della nostra città, valorizzando anche la grande capacità organizzativa dei diversi comitati di quartiere e parrocchiali, un elemento di positiva aggregazione delle comunità.
L’anfiteatro del Castello diverrà, specie nel periodo estivo, luogo di manifestazioni capace di attirare nella nostra Città un vasto pubblico. A questo scopo valuteremo gli interventi opportuni per rendere più capiente l’area dell’anfiteatro. Il nostro obiettivo è poter organizzare grandi eventi che richiedono un numero maggiore di spettatori rispetto a quelli che sinora si possono ospitare.

La biblioteca civica

Va rafforzato il ruolo della biblioteca civica come polo di riferimento nel territorio, potenziando la dotazione di materiale multimediale che sempre più viene richiesto da parte degli utenti. Ciò senza far venir meno però l’impegno nella promozione della lettura con presentazione di volumi che coinvolgano sia gli studenti che il pubblico più vasto attento alle novità editoriali.

Cultura traino del turismo

La cultura è un elemento che ha potenzialità di trainare il turismo. Gli eventi e le iniziative dovranno quindi valorizzare la città e i suoi luoghi creando l’opportunità di proporre dei fine settimana che permettano di aumentare le ospitalità nei nostri alberghi, agriturismi e bed & breakfast.
La valorizzazione turistica di Este, della nostra storia e dell’identità del nostro territorio sono temi che concorrono a creare una rete che deve essere organizzata con tutte realtà omogenee della Regione.
Il sistema delle città murate, delle città fluviali, dei centri del Parco dei Colli Euganei, delle località del Parco Letterario, delle piccole città storiche, sono elementi che consentono di veicolare l’immagine della nostra città all’interno dei grandi sistemi di promozione.
La Pro Loco dovrà diventare soggetto promotore di iniziative che coinvolgano tutto il nostro territorio, caratterizzandosi per iniziative specifiche che diventino di riferimento per tutta l’area.

Il Museo Nazionale Atestino tra eventi culturali e turismo

Il Museo Nazionale Atestino è la struttura culturale più prestigiosa di Este. La sua presenza deve espandersi dalle sale espositive ai siti archeologici presenti nella Città: i luoghi che ospitano reperti e scavi devono diventare percorsi culturali e turistici, testimonianza viva dell’Atheste paleoveneta.
Il Comune deve trovare le risorse per rilanciare le potenzialità del Museo, tenuto conto dell’apertura della quinta sala espositiva avvenuta anche grazie all’impegno dell’Amministrazione.
Devono essere completati i lavori di via Santo Stefano e creato un itinerario archeologico cittadino.

Il Parco dei Colli Euganei come fattore di sviluppo

Le potenzialità dell’anello ciclabile dei Colli può favorire, insieme all’imprenditorialità privata, la realizzazione di strutture di accoglienza dedicate al cicloturismo. Va pertanto anche rafforzata la segnaletica della rete delle piste ciclabili che si sta costituendo dando rilievo a ciò che sta attorno all’anello ciclabile, offrendo l’opportunità anche ai piccoli centri posti al limite dell’anello di venire visitati.
Nella valorizzazione turistica acquisisce un ruolo tutto speciale la nostra collocazione nel Parco dei Colli Euganei. Le esperienze fatte in questi anni col Parco Letterario hanno dimostrato quanto possa essere interessante creare un sistema di relazione in tutta l’area dei Colli tra le diverse ville, i palazzi e i giardini storici di cui la nostra Città ha importanti e preziose presenze. Occorre mettere in relazione tra loro i proprietari privati di questi edifici affinché questi patrimoni siano pienamente valorizzati e conosciuti.

I gemellaggi

Favoriremo lo spirito di cittadinanza europea mantenendo le positive relazioni con le città gemellate, assegnando una speciale attenzione agli scambi tra i giovani.

ESTE E LO SPORT PER TUTTI

Sport per Tutti è la parola d’ordine del nostro programma perché la diffusione dello sport aumenta il benessere psicofisico dei cittadini. Iniziative che riportino a camminare, a frequentare i percorsi naturalisti e ciclabili, che fanno riscoprire gli sport fatti insieme, creano la gioia di praticare lo sport e diminuiscono anche l’insorgenza di malattie, specie quelle cardiovascolari.
Per questo i percorsi attrezzati devono prevedere, oltre alla manutenzione degli attrezzi, l’installazione di punti luce che ne permettano la frequentazione notturna in sicurezza.
Vogliamo realizzare palestre attrezzate nelle scuole per l’educazione motoria dei bambini. Occorre implementare queste strutture a partire dalla scuola primaria a tempo pieno del Pilastro, per la quale abbiamo già realizzato lo studio di fattibilità.
Con la Provincia occorrerà definire l’utilizzo dei locali lasciati liberi dalle medie e dal liceo all’ex scuola Zanchi. Andando a completare il quadrilatero dello sport che vede la presenza di tennis, piscina e campo da calcio con una palestra che vorremmo destinare alla ginnastica artistica.
Bisogna perseguire con la collaborazione e l’impegno diretto della società, la realizzazione di un nuovo campo da calcio in sintetico che consenta, specialmente alle squadre giovanili, di allenarsi ad Este senza essere costretti ad utilizzare i campi dei comuni vicini.
Va posta particolare e prioritaria attenzione alla manutenzione degli impianti sportivi esistenti definendo appositi piani di investimento che mantengano le strutture in condizioni idonee.
Vogliamo potenziare le strutture sportive e le aree attrezzate delle frazioni.

ESTE PER INTERNET COME DIRITTO DI CITTADINANZA

Internet è un diritto fondamentale. Un diritto di cittadinanza. Proponiamo che il Consiglio comunale inserisca questo diritto nello Statuto.
Riteniamo che la rete internet sia un’infrastruttura essenziale per l’esercizio dei diritti di cittadinanza. Essa garantisce ai cittadini e a chi visita la città l’accesso alla rete internet in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate; rimuove gli ostacoli di ordine economico e sociale nell’accesso alle informazioni; adotta procedure atte a favorire la partecipazione dei cittadini all’azione politica e amministrativa, tenendo conto della varietà delle caratteristiche personali, sociali e culturali e favorire la crescita della cultura digitale con particolare riguardo alle categorie a rischio di esclusione.
L’apertura verso un diritto a Internet rafforza il principio di neutralità della Rete e la considerazione della conoscenza in Rete come bene comune, al quale deve essere garantito l’accesso. Per questo è necessario affermare una responsabilità pubblica nel garantire quella che deve ormai essere considerata una precondizione della cittadinanza, dunque della stessa democrazia.
Su questa base deve essere estesa la rete WIFI a tutta la Città e devono essere indirizzati tutti i servizi ai cittadini forniti dai vari uffici comunali che devono trovare la loro sintesi nei servizi centralizzati del Polisportello.

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