PER IL RILANCIO DEL PARCO DEI COLLI EUGANEI

Pubblichiamo l’intervento di Boris Furlan in Consiglio Comunale sul tema del rilancio del Parco Colli:
Ringrazio il Presidente del Parco per la presentazione del programma.
Il Parco ha una lunga storia, ma forse, mi auguro, siamo all’inizio di un nuovo percorso.
Prima di entrare nel merito del programma, vorrei leggere alcune righe pubblicate in una rivista nazionale qualche giorno fa all’interno della rubrica viaggi e passioni.
Si va in bicicletta o si passeggia tra gli alberi in fiore e orchidee selvatiche, dove alla sera compaiono le lucciole. I Colli Euganei sanno regalare belle emozioni a chi desidera un weekend tra arte e natura. Si può dormire tra i vigneti, nelle camere di Villa … agriturismo di charme a Baone. Da qui con le bici, messe a disposizione degli ospiti, è facile raggiungere i borghi medioevali di Este, Monselice, Montagnana, Arquà Petrarca, dove si trova la casa del poeta. Nei dintorni ci sono l’Abbazia Benedettina di Praglia ……
Un testo che in modo sintetico descrive bene alcune opportunità che il nostro territorio offre e cercando di invogliare il lettore a recarsi in un luogo ricco di peculiarità  storico artistiche, enogastronomiche e paesaggistiche.
Ovviamente, queste perle non le scopriamo oggi.
Però penso che oggi ci sia un maggiore coscienza nel riconoscerne il valore.
Non in tutti!
Purtroppo, stando ad alcune dichiarazioni giornalistiche, c’è chi vorrebbe ridimensionare il ruolo Parco.
Le giustificazioni sono le più svariate, dall’aspetto economico a quello vincolistico.
Noi riteniamo che simili dichiarazioni siano fuori dalla storia in quanto tentano di recuperare argomentazioni già dibattute e superate 30 anni fa.

La legge istitutiva del Parco Regionale dei Colli Euganei risale al 1989, ma arrivava dopo la legge speciale  sulle cave del 1971 e oltre 15 anni di dibattito.
Oggi, che il tema della qualità è diventato centrale in molti settori, il problema non può essere ancora quello di affossare il Parco, bensì quello di individuare tutte le opportunità che questo strumento ci mette a disposizione.
Nella legge istitutiva …. L’Art. 2 –  indicava le Finalità.
1. Le finalità del parco regionale dei Colli Euganei sono le seguenti:
a) la protezione del suolo e del sottosuolo, della flora, della fauna, dell’acqua;
b) la tutela, il mantenimento, il restauro e la valorizzazione dell’ambiente naturale, storico, architettonico e paesaggistico considerato nella sua unitarietà e il recupero delle parti eventualmente alterate;
c) la salvaguardia delle specifiche particolarità antropologiche, geomorfologiche, vegetazionali, faunistiche, archeologiche e paleontologiche;
d) la fruizione a fini scientifici, culturali e didattici;
e) la promozione, anche mediante la predisposizione di adeguati sostegni tecnico-finanziari, delle attività di manutenzione degli elementi naturali e storici costituenti il parco, nonché delle attività economiche tradizionali, compatibili con l’esigenza primaria della tutela dell’ambiente naturale e storico;
f) lo sviluppo sociale, culturale ed economico delle popolazioni comprese nell’ambito del parco e su di esso gravitanti;
g) la promozione delle funzioni di servizio per il tempo libero e di organizzazione dei flussi turistici presenti nelle zone euganee e nell’intero ambito regionale.
Noi riteniamo che queste finalità siano ancora valide  e partendo da questo elenco vorrei esprimere la nostra opinione sul programma illustratoci.
PARTECIPAZIONE E TRASPARENZA:
Dopo anni di distanza istituzionale, si ritorna nel territorio  costruendo un percorso di trasparenza a e conoscenza, coinvolgendo i Consigli Comunali (15) e le associazioni.
Dopo il fermento intorno alla nascita  del Parco e la vivacità del dibattito sul Piano Ambientale, l’Ente si era chiuso a riccio ed era diventato , nella percezione dei cittadini, un reticolo di vincoli e una struttura burocratica.
Oggi, con piacere, troviamo scritto queste due parole, “trasparenza e partecipazione”. Due leve, che se fatte ottimamente funzionare, aiuteranno il Parco ed il territorio a crescere.
LE REGOLE:
 1) nelle zone a bosco non si costruisce e nelle zone agricole si realizzano nuovi interventi solo in funzione dell’attività agricola, considerando l’aspetto produttivo ma anche quello legato al mantenimento del paesaggio – regola di buon senso scritta guardando all’interesse generale più che per cercare la soluzione di qualche situazione particolare.
2) I beni culturali presenti in modo diffuso sul territorio vanno salvati col loro contesto – giusto, cosa sarebbe Villa Vescovi se invece di essere circondata da coltivazioni agricole, fosse assediata da decine di banali villette ?
3) Le espansioni dei centri abitati vanno previste in funzione dello sviluppo naturale degli stessi e le nuove attività produttive vanno concentrate in aree prevalentemente ai margini interni/esterni del Parco – nell’ultimo lustro, l’arresto del consumo di suolo e della frammentazione degli spazi aperti è uno dei temi al centro del dibattito urbanistico. E’ bene che anche questo tema rientri nell’attenzione del Parco.
4) vanno gradualmente allontanate le attività incompatibili.
5) va contenuto l’incremento dell’uso dell’auto.
Unità di Paesaggio e Piano Ambientale :
Condividiamo l’affermazione di salvaguardia e valorizzate le 26 Unità di Paesaggio.
Concordiamo con l’idea che il Piano Ambientale, approvato nel 1998, non vada “cestinato”, ma aggiornato e adeguato ai tempi e alle nuove normative.
L’apparato normativo di tipo vincolistico, se da un lato ha svolto il ruolo di “diga” alle ondate espansive (in Italia, tra il 1994 ed il 2006, è stato costruito un incremento volumetrico pari 40% di tutto quello che era stato costruito nel secondo dopo guerra) dall’altro ha eccessivamente penalizzato i micro interventi edilizi ( per la ripassatura del tetto, spostare un passo carraio, trasformare una porta in finestra o viceversa, servivano sei mesi di procedura e l’ausilio di un professionista – tempi e costi spesso ingiustificati rispetto alla banalità degli interveti ed all’obiettivo di un paesaggio da preservare).
Su questo secondo aspetto va posta una maggiore attenzione.
Questo nuovo esecutivo potrebbe essere l’occasione per recuperare l’idea originaria di puntare, in modo forte sui progetti oltre che sui vincoli.
Purtroppo la gestione degli ultimi anni si è caratterizzata per aver mostrato al cittadino esclusivamente il volto vincolistico.
Un altro aspetto che dovrà essere contenuto negli aggiornamenti è tutto ciò che riguarda le energie rinnovabili. Nei 13 anni trascorsi dall’approvazione del Piano Ambientale, l’innovazione del settore ha fatto passi da gigante e quindi è bene tenerne conto.
I CINGHIALI:
riteniamo che l’abbattimento selettivo, con l’ausilio delle associazioni di categoria, sia il metodo migliore per affrontare il problema.
I CEMENTIFICI :
il Parco dovrà fare quello che non ha fatto, vale a dire attivarsi per un accordo di programma coinvolgendo le Istituzioni pubbliche e le parti sociali per superare e governare l’attuale situazione.
LE ANTENNE:
si prosegua sulla strada tracciata, dando atto che si tratta di concludere quanto previsto con la Regione e con il Comune di Baone accelerandone l’attuazione.
Liberando la sommità del Monte Cero dalle 35 antenne TV e dalle 22 radio. Riportando nei limiti di sicurezza  l’esposizione dei cittadini di Calaone e Meggiaro.
Infine,ultimi ma non ultimi per importanza
I PROGETTI:
Il Progetto Agricoltura.
Nonostante un’importante urbanizzazione, l’agricoltura rimane l’attività prevalente e come tale va valorizzata. Un’idea potrebbe essere un “marchio sui prodotti”.
Nei colli si producono diverse ed ottime qualità di vino, di olio, di castagne, di ciliege e di piselli.
Prodotti che hanno un ottimo mercato, ma che forse con un marchio (che non è solo un bollino, ma un sistema di controlli e garanzie per produttori e consumatori) sarebbero maggiormente supportati.
Oltre a questo dovrebbero essere particolarmente incoraggiate la produzioni biologiche.
I Progetti di Valorizzazione.
Per chi ha avuto l’opportunità di percorrere a piedi i sentieri dei nostri colli (per conto proprio o magari durante una delle passeggiate organizzate nei solstizi estivi o invernali) avrà avuto modo di ammirare la magia di alcuni luoghi.
La manutenzione di questi sentieri e il completamento dell’anello ciclabile, permetteranno di apprezzare, con diversi punti di vista la bellezza del Parco.
Oltre alla sistemazione fisica dei luoghi è altrettanto importante la ricomposizione del paesaggio culturale.
In tal senso il progetto del Parco letterario dovrà finalmente trovare struttura.
Il Progetto Ville.
L’identità e la storia dei luoghi si appoggia anche sulla conservazione delle pietre antiche.
Oltre alla rete dei musei (da quello di Este al quello di Cava Bomba o sul monte Gemola) ricchi di reperti, al sistema di Castelli e Rocche, al quello dei Conventi e delle Chiese; sono presenti decine di Ville.
Cioè dei manufatti a cui tutto il mondo occidentale, per alcuni secoli, ha guardato come esempio costruttivo e che ancora oggi rivestono un grande interesse culturale e turistico.
Il successo di pubblico, che ha premiato il restauro di Villa Vescovi, è un invito a lasciare da parte ogni titubanza.
Ben venga allora, la proposta di una tutela di questi beni e del loro contesto per valorizzarli e contemporaneamente arricchire l’offerta per chi, come nell’articolo citato all’inizio, volesse coniugare la bellezza del territorio collinare con la visita alle città murate e le opportunità del termalismo.
Signor Presidente del Parco, concludo con l’auspicio che Lei e l’Esecutivo troviate le risorse per dare attuazione ad un programma che sosteniamo con convinzione.
Buon lavoro! 

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