Perchè gli studenti protestano

In questi giorni gli studenti sono tornati in piazza in numerose città per protestare contro le nuove norme previste dal governo. 
Le manifestazioni interessano buona parte del paese e hanno anche portato all’occupazione di alcuni edifici pubblici, ad atti dimostrativi e al blocco di alcune strade e tratti di ferrovia. 
(nella foto la stazione di Padova) 
Quali sono i motivi della protesta? 

Probabilmente la contrarietà alla riforma Gelmini, ma il vero obbiettivo della protesta degli studenti sembra essere  il taglio dei finanziamenti statali su piano nazionale, che determinerà in tutti gli atenei un taglio generalizzato della spesa e aumenti del prelievo sugli studenti. 

A ciò bisogna aggiungere la situazione del fondo ministeriale grazie al quale le Regioni offrono i servizi di diritto allo studio (borse di studio, mense, alloggi, ecc.), passato dai 246 milioni di euro nel 2009 ai 100 milioni nel 2010. 

La nuova Legge di stabilità oggi in discussione ha ulteriormente decurtato questo fondo, portandolo per il 2011 a 25.731.000 euro, con una previsione di 25.774.000 euro per il 2012 e di 12.939.000 euro per il 2013. 
Un taglio dell’89,54% in 2 anni e del 94,7% in 4 anni, che espellerebbe di fatto dal sistema universitario molti dei quasi 200 mila studenti che oggi ricevono  una borsa di studio. 
Si aggiunge a questo il taglio più generale ai trasferimenti alle Regioni, le quali stanno oggi in seguito alla diminuzione degli stanziamenti andando a diminuire in tutta Italia proprio i fondi per il diritto allo studio.

In Italia gli idonei che avrebbero diritto alla borsa di studio sono 184.043. Se dovessimo dividere le risorse per il numero di studenti che per legge hanno diritto a una borsa di studio con cui pagare trasporti, alloggio, libri, potremmo affermare che il Governo stanzia 70 € a testa. Si tratta di studenti meritevoli e con redditi bassi, che per proseguire i costosi studi non hanno altra speranza che la borsa di studio. 

Possiamo provare a calcolare gli effetti dei tagli al fondo integrativo sul numero di borse che saranno erogate per l’anno 2011.

Calcoliamo la spesa complessiva lasciando invariato il gettito della tassa regionale 2008 (171.085.441 euro), aggiungendo l’importo del fondo integrativo 2011 previsto dalla finanziaria (25.731.000 euro) e le risorse proprie delle regioni. 

Sulle risorse regionali calcoliamo una “ottimistica” riduzione del 25% complessivo prevedendo questa riduzione in virtù dei tagli (4 miliardi per il 2011…) operati dalla manovra finanziaria di questa estate.
Usiamo il termine “ottimistico” in quanto la regione Piemonte ha già annunciato un taglio per il diritto allo studio di circa 20 milioni di euro che porteranno le risorse regionali per il diritto allo studio da 25 a 6 milioni di euro.
Le risorse complessive, secondo questa ipotesi, per il 2011 sarebbero quindi:
118.590.150,75 euro spesa regionale 2011 (25% in meno rispetto al 2008)
+ 171.085.441 euro introiti da tassa regionale 2011 (invariati rispetto al 2008)
+ 25.731.000 euro fondo integrativo 2011 (previsto in finanziaria 2011)
= 315.406.591,75 euro spesa complessiva diritto allo studio 2011

Con una spesa complessiva di 315.406.591,75 se calcoliamo che l’importo medio* di borsa nel 2008 era di 3.170,74 euro e consideriamo che gli idonei nell’anno accademico 2011 saranno gli stessi del 2008 (184.043), sarà possibile erogare 99.474 borse (- 52.286 borse rispetto al 2008). Secondo questo ragionamento la copertura su scala nazionale di borse di studio per il 2011 sarà del 54% contro l’82% del 2008. 

In pratica, nonostante tutti i proclami contro baronie e privilegi, il vero risultato della politica dei Ministri Tremonti e Gelmini e del Governo è che porterà ad un aumento delle rette universitarie a carico degli studenti e permetterà solo ad un idoneo su due di usufruire di una borsa di studio.
Diminuendo la possibilità di mobilità sociale e non garantendo un diritto fondamentale: l’istruzione per tutti. 
Eè forse  questo risultato che porta gli studenti a manifestare e protestare: la consapevolezza che non si può riformare una materia tanto importante tagliando risorse.

* L’importo medio è calcolato dividendo la spesa complessiva per il numero di borse erogate.

(liberamente tratto da l’ 11° Rapporto della campagna Sbilanciamoci! www.sbilanciamoci.org)

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