POLITICHE DI SOSTENIBILITA’ DEL COMUNE DI ESTE.


Riportiamo la parte introduttiva dell’intervento 

che l’Assessore all’Ambiente Beatrice 

Andreose ha fatto nel corso dell’ultima 

edizione di Ecomondo e che relaziona su alcune iniziative sviluppate dall’amministrazione di Este e sull’approccio di quest’ultima nei confronti delle tematiche ambientali :


Con questo mio intervento non voglio esporre  un mero elenco di buone pratiche o di casi virtuosi. Piuttosto, a partire da questi,  è mia intenzione offrire una riflessione politica sul  diritto/dovere degli amministratori di avere cura della propria comunità che, in un processo condiviso, devi venire estesa anche a ciascun cittadino. Perché, come  scrive Rita Borsellino nel volume “Il manuale del buon amministratore  locale. Buone prassi da imitare per sindaci, assessori, cittadini attivi”: “ Partecipare è prima di tutto un sentimento, un’emozione, quasi una necessità. Partecipo a qualcosa o di qualcosa se mi sento profondamente coinvolta, se non posso fare a meno di starci dentro, se mi accorgo che se non ci fossi non sarebbe la stessa cosa”. Convinto di questo assunto il Comune di Este, ed il mio assessorato in particolare, crede che la correttezza del metodo democratico e una riflessione approfondita sui meccanismi decisionali costituiscono la prima e forse unica garanzia dell’efficacia di una politica ambientalista per la città. Dal punto di vista della qualità e della tutela ambientale è evidente che quanto più diretto è il contatto tra cittadini, istituzioni e territorio, tanto più probabile diventa l’attuazione di politiche ecocompatibili. I valori etici relativi alla tutela dell’ambiente e della salute si stanno diffondendo rapidamente tra la popolazione. Oggi occorre un patto di fiducia tra la sensibilità dei cittadini alle emergenze ambientali e l’impegno del buon amministratore impegnato nella difesa del bene comune. Lo slogan “ pensa all’intero pianeta agendo nella tua comunità” significa proprio questo.

AGENDA 21 FOR.ESTE
Sulla scia di queste considerazioni  Este aderisce ad Agenda 21 con una delibera del consiglio comunale del 13 dicembre 2007. Il nome di Agenda 21  è “For.Este: Forum per Este sostenibile”. Numerosi i passaggi che hanno portato oggi alla redazione  del Piano di Azione locale che porteremo entro breve in giunta ed in consiglio comunale per la sua adozione affinché i diversi assessorati diano una risposta unitaria alle richieste emerse nel corso dei due laboratori.  Il Logo viene ideato attraverso un concorso rivolto alle scuole di grafica del Comune, vengono successivamente elaborati centinaia, 600 per l’esattezza,  questionari le cui risposte dei cittadini diventano il documento base per la discussione all’interno dei due forum di Agenda 21 sviluppatisi per sei mesi. Vengono predisposte news letter e proposte, unico comune della Provincia di Padova, ben otto domeniche ecologiche. Viene redatto il Primo Rapporto sullo Stato dell’Ambiente ed alcune pagine tematiche sul sito internet del Comune.

PIANTIAMO LA SCUOLA
Una attenzione particolare è rivolta alle scuole  che vengono ampiamente coinvolte con la realizzazione del progetto “ Piantiamo la scuola”. Nel progetto sono coinvolti oltre 500 piccoli studenti impegnati a coltivare fiori e piante aromatiche, ad innaffiare gli alberi da frutto piantati in ogni istituto. L’obiettivo era trovare un percorso didattico con la collaborazione di famiglie ed insegnanti. I bambini si sono resi conto dello sviluppo delle piante, della crescita dei frutti, della loro commestibilità, degli infestanti e dei parassiti che li possono danneggiare. Hanno sviluppato una maggiore sensibilità nei confronti del verde che li circonda.

BIOMONITORAGGIO ARIA E FIUMI
Convinti che il coinvolgimento delle generazioni più giovani, attraverso la scuola, sia vitale per la costruzione di un futuro migliore abbiamo promosso anche il biomonitoraggio di aria e fiumi studiato per coinvolgere attivamente gli allievi delle scuole secondarie di primo e secondo grado nell’attività  di monitoraggio dell’inquinamento dell’aria in ambiente urbano e dell’alterazione di alcuni corsi d’acqua che interessano il territorio estense. Il percorso nasce grazie alla collaborazione tra l’Assessorato all’Ambiente, la ditta Hyla Formazione Scientifica attiva nei settori dell’ecologia applicata e della formazione scientifica ed i docenti di scienze delle scuole di Este. L’iniziativa, nell’anno scolastico 2008-2009,  ha coinvolto gli allievi di dieci classi delle scuole secondarie di primo e secondo grado in un’articolata indagine sullo stato di salute del territorio estense con particolare riferimento alle matrici ambientali aria ed acqua. L’indagine è stata eseguita applicando le tecniche di biomonitoraggio ossia quei metodi di valutazione della qualità  degli ambienti naturali (aria, acqua, suolo) che utilizzano gli organismi viventi (definiti bioindicatori), la cui presenza, abbondanza o frequenza fornisce indicazioni circa lo stato di salute del luogo in cui essi vivono.

AUTOAMICA
Sul terreno della mobilità dolce abbiamo attivato numerosi progetti. Tra questi il bike sharing, il pedibus, il divieto di passaggio dei mezzi pesanti per il centro cittadino ed un progetto che ha fatto parlare di se anche i media nazionali. Si tratta del progetto Autoamica promosso assieme ai Comuni di Ospedaletto e Baone. Un interessante sistema di trasporto di mobilità sostenibile. Non si tratta di trasporto pubblico, ma nemmeno di mobilità privata con la propria auto. Una specie di terzo settore della mobilità che i promotori definiscono “trasporto solidale e di comunità”. Le definizioni sono importanti perché tra i tanti sistemi escogitati e applicati per ridurre traffico e inquinamento, questo si distingue perché affronta il problema dal lato della collaborazione tra cittadini, della civile buona educazione e della sicurezza. Il contrario delle forme repressive di limitazione all’uso dell’auto e un uso ecologista delle telecomunicazioni. Gli interventi tradizionali non hanno risolto il problema di traffico e inquinamento, come d’altra parte nessuno pretende che lo risolverà AutoAmica (questo il nome scelto per il progetto). Tuttavia, AutoAmica anziché impostare la questione per mezzo di divieti, grandi infrastrutture e costose tecnologie, affronta il problema dal lato della collaborazione e del risparmio. In sintesi, ci troviamo di fronte a una semplice forma di autostop reso sicuro, organizzato e affidabile grazie all’uso del cellulare e di Internet. Chi aderisce al progetto riceverà un adesivo da applicare sul paraurti dell’auto (se ne dispone) e di una tessera. L’automobilista indica così che è disposto a dare un passaggio e il passeggero, esibendo la tessera, segnala la sua richiesta di essere trasportato. Per entrambi, le amministrazioni comunali aderenti prevedono incentivi modesti ma significativi: ad esempio agevolazioni sul parcheggio e sull’accesso alle zone a traffico limitato. Un sito consente inoltre, a chi vuole, di programmare i passaggi anche per il ritorno.

INDAGINE OLFATTOMETRICA
Infine un ultimo progetto mi premeva illustrare, perché unico a livello nazionale ed europeo. Ad Este e dintorni insistono decine di allevamenti di polli, tacchini, maiali, oltrechè un impianto di compostaggio che non mancano di produrre odori. Per questo è stata avviata una indagine olfattometrica nel territorio comunale in collaborazione con la facoltà di Agraria e quella di Ingegneria, Dipartimenti territorio e sistemi agroforestali e di tecnica e gestione dei sistemi industriali di Padova. Il Comune è stato suddiviso in 8 aree di rilevazione ciascuna delle quali ha un trained sniffer opportunamente selezionato ed addestrato a riconoscere i diversi tipi di odore, e 15 community sniffers. In tutto gli sniffers  disponibili sono 128. Ogni sniffer a fine giornata di ogni settimana di rilevazione  compila un questionario via web o cartaceo ed è in contatto diretto con una persona che controlla in itinere la corretta e completa compilazione dei questionari. La rilevazione per ogni area territoriale è di una settimana al mese, di otto settimane per ogni trimestre. IL lavoro dura 12 mesi e si concluderà il prossimo febbraio . La percezione degli odori degli sniffers viene poi confrontata col naso elettronico e con i dati relativi a venti, umidità e pressione. Alla fine  i risultati conseguiti verranno messi sul tavolo di una trattativa tra tutti i soggetti coinvolti onde concertare la soluzione dei problemi.

RETE DI TELERISCALDAMENTO URBANO
Infine  ma non ultimo da elencare i significativi  interventi sul fronte delle energie rinnovabili. Il comune di Este e di Ospedaletto Euganeo, a seguito di finanziamento regionale, hanno dato il via alla costruzione di una rete di teleriscaldamento al servizio di entrambi i Comuni. Il teleriscaldamento rappresenta una delle soluzioni tecniche più efficaci al problema energetico. I vantaggi sono evidenti: risparmio energetico, minor inquinamento per la possibilità di utilizzare combustibili più puliti (metano o biomasse), possibilità di installare impianti più efficienti per la depurazione dei fumi, produzione di calore mediante cogenerazione. Ciò avviene attraverso la combustione del biogas prodotto dalla digestione anaerobica della frazione organica differenziata e captato dall’impianto di smaltimento. L’impianto di cogenerazione, progettato e costruito da S.E.S.A., la società di Servizi Ambientali al 51% proprietà del Comune di Este, a partire dal 1997, è costituito attualmente da un gruppo endotermico della potenza di 1.416 kWe che sfrutta il biogas captato dall’impianto di smaltimento, e da cinque gruppi della potenza complessiva di 5.312 kWe alimentati dal biogas prodotto dalla digestione anaerobica della F.O.R.S.U. La rete di trasporto è costituita all’insieme di tubazioni principali e secondarie che convogliano il fluido dalla centrale di produzione alle sottostazioni. I fluidi che si utilizzano normalmente negli impianti di teleriscaldamento sono vapore, acqua calda o surriscaldata, liquidi termici. L’utilizzo di acqua calda o surriscaldata offre un buon compromesso essendo il sistema di distribuzione caratterizzato da una notevole inerzia termica, dovuta alla grande quantità di acqua contenuta nella rete, che rappresenta un accumulo naturale di calore consentendo diametri di rete accettabili anche economicamente. Ad Este ci si è orientati verso la produzione di acqua calda alla temperatura massima di 95°C, il dimensionamento della rete ed il suo percorso è stato determinato sulla base del fabbisogno di calore e sulla dislocazione delle utenze ipotizzate; sono complessivamente 9 le utenze, tra le quali l’Istituto Scolastico Manfredini, l’Ospedale Civile di Este, il Comando dei Vigili del Fuoco. La rete realizzata è alimentata da una impianto di produzione di acqua calda che utilizza come combustibile il calore residuo dalla combustione in motori endotermici dell’impianto di produzione di energia  elettrica da biogas, e nei periodi di punta anche il calore prodotto dalla caldaia a gas metano di rete. La rete di teleriscaldamento realizzata è dimensionata per una potenza termica alla punta di circa 15 MWt.

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