Pollina: la Goisis ancora una volta si dimostra o impreparata o in malafede

Terrorizzata dall’idea di perdere, lancia una nuova promessa che come al solito non saprà mantenere !

Aveva promesso che, in caso di vittoria di Zaia ed elezione di Bozza, avrebbe bloccato l’inceneritore di pollina.

Risultato?

Aveva promesso che se la Regione approvava il progetto di Menesello, avrebbe presentato le dimissioni dalla Lega.

Risultato?

A chi intende dare credito alle nuove promesse della Goisis lo lasciamo nelle proprie illusioni, agli altri illustriamo il nostro punto di vista:
  •   l’impianto di pollina di Motta non può essere paragonato con gli impianti a legna e cippato presenti a Monselice e Praglia: sia per diversità di combustibile, che per potenza;
  • affermare che il comune di Este si è mosso tardivamente contro la realizzazione dell’inceneritore di pollina quando, già dal 2009, fa da capofila sul ricorso al TAR delle  amministrazioni comunali del territorio contro delibera di giunta regionale n. 2272/2009 che  disciplina l’utilizzo della pollina per la produzione di energia, significa o non accorgersi di quello che accade nel territorio perché si è troppo impegnati a Roma o parlare in malafede;
  •  la soluzione di un problema reale e comune a tutti gli avicoltori, non può essere il mero spostamento dell’impianto (l’aria non ha confini), ma deve essere frutto di una strategia di territorio, dove il metro di giudizio non può essere  esclusivamente la  minimizzazione dei costi di produzione,  ma anche la minimizzazione delle conseguenze ambientali;
  •  la tecnologia ha messo a punto altre modalità di trattamento, più sicure  e non inquinanti, come il compostaggio della pollina in ambiente confinato all’interno dell’allevamento,  oppure impianti di biogas  all’interno degli allevamenti, entrambi metodi già ampiamente sperimentati. 

La proposta concreta (già avanzata più volte dal Sindaco anche con la precedente Giunta Regionale) è quella, già promossa da altre amministrazioni locali delle regioni interessate agli allevamenti zootecnici , della creazione di un consorzio per il compostaggio e la valorizzazione dei reflui avicoli.

La soluzione è imperniata nella Direttiva europea 2008/98/Ce, che mira prioritariamente a porre a valore la pollina in eccesso con un processo biologico e meccanico salvaguardando il suo enorme potenziale nell’utilizzo nei processi produttivi agricoli nella concimazione organica e per l’arricchimento della  fertilità dei suoli.

Certo questa è la soluzione più impegnativa sia perché è onerosa per il settore avicolo sia perché bisogna che sia esplicita e forte la determinazione della Regione, della Provincia, dei Comuni e delle Associazioni di categoria per mettere in campo una forte volontà politica e le risorse economiche necessarie.

Ma è una proposta da dove tutti escono vincitori: i produttori che risolverebbero il problema derivato dalla direttiva nitrati e i cittadini che godrebbero di una soluzione che non va ad aggravare l’inquinamento del territorio e dell’ambiente in cui vivono.

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