PRIMO (MAGGIO) IL LAVORO








ESTE CHE LAVORA E PRODUCE

Alle imprese deve essere consentito di lavorare con tempi certi e celeri nelle risposte che devono dare gli uffici comunali. L’apertura dello sportello unico per le attività produttive in collaborazione con i comuni del territorio darà modo di attuare l’obiettivo ambizioso di aprire un’impresa in un giorno.

Negli ultimi anni anche Este ha dovuto inevitabilmente fare i conti con tutte le conseguenze negative che le imprese del territorio hanno vissuto sulla propria attività, causate dalla crisi economica mondiale.

Non possiamo evitare di considerare il fatto che, a livello internazionale, negli ultimi anni le economie avanzate sono state attraversate dalla più impegnativa crisi finanziaria dei nostri tempi e di conseguenza le prospettive per l’economia mondiale si sono rapidamente deteriorate. Oltre a diffuse tensioni di liquidità che hanno pervaso il comparto finanziario, si sta registrando una complessa ed intrecciata combinazione di calo della crescita, di elevata inflazione, di perdita di posti di lavoro, di diminuzione del potere di acquisto delle famiglie e di restrizioni al credito, unita ad un diffuso pessimismo per l’evoluzione dell’economia nel prossimo futuro.

Diventa un compito arduo in questo contesto trovare facili e/o idonee soluzioni per progettare il futuro produttivo. Quello che si può fare adesso, in questa fase di crisi globale, è cogliere l’occasione per rinnovare l’economia ed impostare stili di vita con valori di sobrietà, sostenibilità e lungimiranza.

È in questo scenario che occorre collocare la nostra azione sul territorio, un’azione tesa a gestire questa fase di forte criticità ma capace di immaginare e costruire il futuro, consapevoli sia dei nostri punti di forza ma anche dei possibili elementi di debolezza, in modo da essere pronti per la nuova fase di ripresa.


Le azioni strategiche

Si ritiene utile e indispensabile che il Comune di Este, per qualsiasi intervento di riqualificazione e programmazione di attività, lo faccia sentendosi parte integrante, a tutti gli effetti , del territorio così come definito nel PATI, in particolare per le scelte urbanistiche collegate alle reali problematiche del settore produttivo.

Il sistema economico necessita di una forte azione di qualificazione per competere; la sfida competitiva richiede di investire in qualità e innovazione. E’ altrettanto vero che la competitività si gioca tra i territori e i relativi sistemi socio-economici e urbani. La principale direttrice dello sviluppo economico è l’asse Est-Ovest (Conselve–Montagnana).

Riteniamo di primaria importanza il completamento della nuova SR10 in quanto il tracciato coincide con una delle principali direttrici di sviluppo.

In questo contesto si inserisce il progetto di mobilità ferroviaria che ha vantaggi notevoli per il nostro territorio: a partire dai minori costi per lo sviluppo logistico, al decongestionamento delle aree urbane, al minore impatto ambientale, alla maggiore tutela del territorio nel quale agricoltura e turismo esercitano un ruolo determinante.

Pertanto le nostre azioni tenderanno a:

  • operazioni di riqualificazione e riconversione per un utilizzo corretto e razionale dell’ambiente esistente, limitando l’utilizzo di spazi liberi, utilizzando i criteri previsti dai nuovi strumenti di legge, in particolare dall’istituto della perequazione territoriale;
  • individuare aree idonee da destinare alla logistica e alla direzioneorganizzazione e promozione delle attività di interscambio;
  • individuare poli per l’innovazione tecnologica e per i servizi alle imprese;
  • precisare gli standard di qualità dei servizi per ottimizzare il rapporto tra le attività di produzione, servizi tecnologici e qualità dell’ambiente;
  • creare le condizioni per il recupero di alcune aree del centro storico, con interventi di riordino urbano (ex officine Negrello, uffici ex Enel, ex agenzia delle entrate);
  • riqualificare altre aree nei quartieri, incentivando le strutture ricettive.

L’industria e l’artigianato

Per far fronte all’attuale crisi economica è necessario esprimere la massima capacità possibile di fare sistema. Questo è possibile rafforzando sempre di più il legame tra impresa e territorio in modo che siano soggetti protagonisti dello sviluppo nel senso più ampio del termine, partecipando, con una forte carica di responsabilità sociale, alla vita della nostra città.

Per i prossimi anni l’Amministrazione dovrà fare tutto il possibile per il sostegno delle imprese esistenti e dell’occupazione, mantenendo saldo quel ruolo di intermediario tra le parti che l’ha caratterizzata nei cinque anni trascorsi.

Sul fronte del lavoro l’Amministrazione si farà promotrice del dialogo tra le parti mettendo in campo strumenti formativi per un rapido reinserimento nel mondo del lavoro. 

Fondamentale diventa inoltre il coordinamento di tutto il sistema produttivo attorno ad un tavolo permanente, promuovendo la formazione di poli specializzati dove le singole realtà produttive si aggregano per fare un progetto comune, dove ricerca e innovazione vengono sostenute collettivamente. Quali ad esempio: polo tecnologico avanzato per l’industria e l’artigianato; polo specialistico per l’ambiente.

La produzione ceramica è un tratto identitario di Este. Settore da tempo in crisi, non solo nel nostro comune, rappresenta pur sempre una produzione dall’alto contenuto professionale e culturale. La sua valorizzazione costituisce un investimento su un elemento fortemente caratteristico della nostra città e pertanto va perseguito con determinazione e costanza. Dopo gli importanti investimenti fatti (Ceramica al Centro, Triennale di Milano, esportazione della collezione della Triennale in USA, Simposio con i comuni di Nove e Bassano del Grappa), in futuro si potenzierà l’aspetto commerciale e promozionale del settore (scuola bottega, padiglione per esposizioni temporanee o permanenti).


Il commercio

Ruolo di riferimento nelle attività produttive mantiene il commercio sia nel centro storico che nelle frazioni. Resta centrale il ruolo dei negozi di prossimità del centro che nel loro insieme devono costituire un “centro commerciale naturale” che è il riferimento per lo sviluppo di tale settore produttivo in termini di creazione e condivisione di strategie e iniziative con le categorie economiche che possono diventare il motore dell’animazione territoriale della Città (filodiffusione, eventi culturali, segnaletica, arredo urbano, cartelloni a messaggio variabile). Altrettanto devono trovare sviluppo le iniziative commerciali nei quartieri più popolosi.

Questi 5 anni di pedonalizzazione di via Matteotti hanno dimostrato che la Città sa valorizzare meglio in questo modo il suo centro e che il commercio sa interpretare tale opportunità puntando sulla qualità della proposta commerciale. Questa scelta va pertanto mantenuta creando, in collaborazione con le associazioni di categoria, sempre maggiori opportunità che valorizzino sia questa via centrale che piazza Trento, che manterremo senz’auto, che dovrà acquisire una propria vocazione peculiare che noi vediamo legata all’arte e alla cultura.

Grande attenzione sarà dato al commercio ambulante con i mercati del Sabato e del Mercoledì: la recente riorganizzazione (che sarà completata con il coinvolgimento anche di piazza Trento) consente oggi concrete azioni promozionali volte al rilancio di un mercato tra i più significativi della provincia.

Si continueranno a promuovere forme di produzione e distribuzione locale (filiera corta) e forme alternative di distribuzione e approvvigionamento dei prodotti di consumo rappresentati daiGruppi di Acquisto Solidale (GAS), individuando spazi idonei per il loro sviluppo.


L’agricoltura tra qualità e innovazione.

Il comparto agricolo vive una fase di cambiamenti importanti. Le imprese infatti soffrono sempre di più di una scarsa redditività della produzione tradizionale e sono costantemente alla ricerca di nuove tipologie di attività. D’intesa con le associazioni di categoria, va incentivato lo sviluppo dellavendita diretta dei prodotti a chilometri zero, proseguendo il percorso iniziato con il distributore di latte fresco e l’apertura del farmer market. Si tratta di mettere queste realtà in rete con il resto del territorio, sviluppando ad esempio contratti di fornitura con il commercio tradizionale e con i centri cottura delle mense scolastiche.

Deve esse promossa e diffusa l’agricoltura biologica come risposta ad una esigenza di genuinità e garanzia dei prodotti che sempre più i cittadini chiedono alle aziende agricole.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.