Quattro miliardi e 183 milioni di euro

La situazione attuale di emergenza sul territorio di queste ore  deve riportare in primo piano il problema delle scelte e delle priorità di intervento che devono attuarsi principalmente a livello regionale e nazionale e negli ambiti di bacino:


Quattro miliardi e 183 milioni di euro


È la somma che, secondo l’Associazione Bonifiche (leggi il documento), sarebbe necessaria per la riduzione del rischio idrogeologico in Italia.
Quattro miliardi e 183 milioni di euro. 
Una cifra importante, ma non impossibile, soprattutto se si paragona la cifra con quanto si spenderà per realizzare il Ponte sullo Stretto (circa 3,9 miliardi di euro) o con il fatto che in 10 anni sono stati stanziati più di 20 miliardi di euro per la gestione dei danni e della emergenza. 


Se è vero, come sostiene il Ministero dell’Ambiente che più del 60% dei comuni Italiani ricadono  in aree a rischio idraulico e che la fragilità del territorio risulta ulteriormente aggravata dalla forte urbanizzazione, bisogna domandarsi come mai non si interviene e non si aprono i numerosi cantieri necessari alla messa in sicurezza idraulica del territorio?

Come scritto sopra, la somma necessaria per risolvere il problema sarebbe un investimento contro le somme spese per risarcire i danni e risolvere le emergenze e, probabilmente, avrebbe anche una positiva ricaduta economica sul territorio e sulle imprese, dovuta all’apertura di numerosi cantieri piccoli e medi (non sarebbe anche questa green economy?), o forse dobbiamo credere che per qualcuno è più conveniente la gestione dell’emergenza al di fuori delle regole?


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