Risposta a Mamprin

La tecnica di Mamprin è quella di cercare di trovare dei colpevoli ad una situazione derivata da una decisioni unilaterale dell’Italcementi che spiazza il Vicesindaco di Monselice, tra i più zelanti garanti del verbo dell’Italcementi.
Il mercato non fa sconti a nessuno e tutti sapevano molto bene che tre cementifici nell’area Monselice-Este con una contrazione del mercato del 50% non avrebbero resistito.  Era nelle cose che il comparto del cemento avrebbe subito un fortissimo ridimensionamento
Per questo abbiamo fin dal primo momento chiesto un tavolo per governare questa fase e ricercare alternative occupazionali, ma Mamprin e soci si sono sempre opposti rimarcando così la loro scarsa autonomia rispetto alla politica aziendale dell’Italcementi.
Italcementi non ha mantenuto gli impegni presi nemmeno con i suoi sindacati e questo non depone certo a favore dell’affidabilità degli impegni che l’azienda aveva dato alle istituzioni e quindi chi se ne è fatto da sempre garante (Mamprin) ora cerca di spostare l’attenzione su altri lanciando una caccia al colpevole.
Noi non ci stiamo. La leggittimità dell’azione dei nostri due Comuni è stata riconosciuta dai tribunali. E il cambio di rotta dell’Italcementi non è dovuto all’impossibilità di realizzare il revamping ma per le diverse scelte aziendali della proprietà. In poche parole il mercato in assenza di una azione unitaria della politica ha fatto le sue scelte. La politica poteva governare questi processi di riassetto di un settore in crisi ma nonostante le nostre richiesta non lo ha fatto e adesso assistiamo al balletto dell’ipocrisia in cui tutti cercano di scaricare responsabilità ma soprattutto assenza di idee e prospettiva.
Insomma la realtà è complessa e in questa situazione non servono amministratori agitatori che buttano benzina sul fuoco ma amministratori che sappiano unire il territorio per ricercare insieme alternative occupazionali, per cercare insieme in questo momento tutti gli ammortizzatori per il personale del cementificio messo in crisi dalla decisione dell’Italcementi,  per cercare soluzioni percorribili, per cercare fondi per sostenere i lavoratori in questo difficile momento e non per una improponibile class-action!
Insomma la nostra proposta è quella di unire nella ricerca di scelte coerenti con la vocazione del nostro territorio che portino occupazione, cosa che l’amministrazione di Monselice non ha mai fatto.
Mamprin fin dall’inizio ha scelto la strada della mancata condivisione e delle scelte unilaterali, lavorando per dividere le nostre comunità e la popolazione. E’ stato un errore terribile che ora cerca di mascherare con l’attacco ai supposti “untori” rei di avere idee diverse sullo sviluppo economico dell’area.
Sappia Mamprin che non ci faremo intimorire e ricordiamo a chi evidentemente ha la memoria corta che anche il Consiglio Comunale di Monselice, vale a dire il suo comune, ha bocciato il revamping.
Francesco Corso e Giancarlo Piva

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