SABATO 29 OTTOBRE: MANIFESTAZIONE NAZIONALE AD ADRIA CONTRO LA RICONVERSIONE A CARBONE DELLA CENTRALE DI PORTO TOLLE, DENTRO IL PARCO DELTA DEL PO.

Il circolo Ecologisti Democratici “Angelo Vassallo” di Padova si unirà agli altri circoli Ecodem italiani e alle altre associazioni e partiti nazionali aderenti.

La partenza da Padova è fissata per le 12.00. Luogo di ritrovo: parcheggio del capolinea tram alla Guizza. Poi ci muoveremo in macchina in car-pooling. 

Perché partecipare:

– la Regione Emilia-Romagna ha votato il suo “netto NO al progetto” e aderisce ufficialmente alla manifestazione; il voto ha visto uniti tutti i partiti di centro-sinistra, PD, SEL, IdV, FdS + M5S;
– in Veneto le cose sono andate diversamente ed è stata votata una norma ‘ad aziendam’ per consentire ad ENEL di riconvertire la centrale dentro il Parco del Delta;
– i costi della costruzione e dello sforamento degli obiettivi europei per la CO2 “20 20 20” ricadranno sulle tasche di tutti noi cittadini;
– secondo tutti gli esperti non servono nuove centrali in Italia, la potenza installata (107 GW) è già doppia rispetto ai picchi di consumo (54 GW); servono piuttosto massicci investimenti MODERNI sulle reti di distribuzione, sui sistemi di accumulo dell’energia rinnovabile e sulle smart-grid per abbassare le bollette a imprese e famiglie;
– in basso puoi trovare la risoluzione della Regione Emilia-Romagna e un comunicato Ecodem con maggiori informazioni al riguardo;
– segnaliamo anche i seguenti link: www.fermiamoilcarbone.ithttp://www.qualenergia.it/articoli/20110928/giornata-mobilitazione-nazionale-contro-carbone-porto-tolle-29-ottobre 

Sarà una giornata colorata e festosa contro il grigio di un modello di sviluppo obsoleto, miope e senza futuro.

Ti aspettiamo! 



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RISOLUZIONE EMILIA-ROMAGNA DI ADESIONE ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LA RICONVERSIONE A CARBONE DELLA CENTRALE DI
PORTO TOLLE EMILIA-ROMAGNA
Al Presidente dell’Assemblea Legislativa Sua Sede
RISOLUZIONE
L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna
Premesso che a Porto Tolle (Rovigo), l’ENEL ha il progetto di convertire la centrale a olio combustibile di Polesine Camerini in una centrale a carbone della potenza di 2000 MW, nel mezzo del parco del Delta del Po;
questa centrale a carbone emetterebbe in un solo anno 10 milioni di tonnellate di CO2 (4 volte le emissioni di Milano), 2800 tonnellate di ossidi di azoto (come 3.5 milioni di auto), 3700 tonnellate di ossidi di zolfo (più di tutti i veicoli in Italia), che inevitabilmente causerebbero il peggioramento della qualità dell’aria anche nelle
vicine province emiliano-romagnole;
Considerato che
l’Assemblea legislativa regionale, nella seduta del 12 luglio scorso, ha approvato una risoluzione che impegna la Giunta regionale a mantenere la netta contrarietà della Regione Emilia-Romagna al progetto di riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle, attivandosi in tal senso in ogni sede competente;
tale risoluzione impegna altresì a chiedere un piano alternativo per lo sviluppo economico della zona, rilanciando turismo, agricoltura e pesca, cercando quindi di preservare l’ecosistema del Fiume Po e la qualità dell’aria senza danneggiare, e anzi favorendo, le attività economiche sostenibili;
Preso atto che
il 29 ottobre prossimo a Adria (Rovigo) è stata indetta una manifestazione nazionale contro la riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle, a cui stanno aderendo una serie di associazioni, comitati e forze politiche per promuovere una
piattaforma di sviluppo condiviso e sostenibile per il Delta del Po;
tale riconversione avverrebbe al di fuori e contro ogni strategia di riduzione delle emissioni di anidride carbonica (strategia che ancora oggi non c’è) e persino di ogni logica energetica, dal momento che l’Italia ha una potenza installata quasi doppia rispetto al picco della domanda;
oggi le maggiori prospettive di nuovi posti di lavoro, nel mondo e in Italia, sono nei settori delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica; al contrario, la centrale a carbone porrebbe a rischio l’occupazione già esistente, e quella futura, nell’agricoltura, nel turismo e nella pesca;
ESPRIME
in virtù di queste ragioni di merito, piena condivisione delle motivazioni e degli obiettivi alla base della manifestazione nazionale contro la centrale a carbone di Porto Tolle e per lo sviluppo condiviso e sostenibile, indetta dal Comitato Delta
Bene Comune il prossimo 29 ottobre a Adria (Rovigo).
Gian Guido Naldi (Sel-Verdi)
Gabriella Meo (Sel-Verdi)
Marco Monari (PD)
Roberto Sconciaforni (FdS)
Sandro Mandini (IdV)
Giovanni Favia (M5S)
Andrea Defranceschi (M5S)

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Carbone a Porto Tolle: alcune domande al nostro Partito
Cari Consiglieri Regionali, cari Deputati e cari Senatori veneti del PD, come Ecologisti Democratici “Angelo Vassallo” di Padova riteniamo che la vicenda del carbone a Porto Tolle sia stata un’occasione sprecata per mettere a nudo l’incapacità del centro destra di dare risposte strutturali e organiche ai problemi di sviluppo del nostro Paese e della crisi economica.
Non sapendo cosa fare la Destra passa dalle norme Ad Personam alle norme Ad Aziendam costituendo così un pericoloso precedente dagli esiti al momento imprevedibili, senza che il nostro Partito
abbia dato un segnale sufficientemente forte e chiaro di opposizione.
E’ stata persa un’occasione a nostro avviso di dimostrare che il Partito Democratico E’ un grande Partito di centro-sinistra RIFORMISTA, EUROPEO e MODERNO.
Vorremmo farvi alcune domande per capire a cui chiediamo gentilmente risposta:
1) Leggi Ad Aziendam. Secondo indagini in corso, un agente segreto avrebbe tentato di corrompere i magistrati di Rovigo che si opponevano agli investimenti ENEL. Tutto questo mentre ENEL ricopre da anni un ruolo di sponsor o fondatore ‘bipartisan’ dentro Fondazioni legate a esponenti anche del PD (‘Italia Decide’ e ‘Italianieuropei’, ce ne sono altre). Tutto questo è pienamente legittimo, tuttavia riteniamo che per evitare interpretazioni maliziose il PD debba inserire nel suo Codice Etico la regola di VOTARE CONTRO A PRESCINDERE su qualsiasi legge ‘Ad Aziendam’ e ‘Ad Personam’, cioè di non riconoscere questo tipo di provvedimenti come etici. 
Gradiremmo avere la vostra opinione a riguardo.
2) Voto in Consiglio Regionale. La maggioranza in Veneto non ha accolto nemmeno uno degli emendamenti presentati dal PD. Nonostante questa arroganza, e in contrasto con la posizione del PD emiliano che ha votato una risoluzione in Regione Emilia-Romagna (Regione che co-gestisce il Parco assieme al Veneto) contraria alla riconversione della centrale si è deciso lo stesso di non votare contro: è degna di un grande Partito secondo voi questa posizione?
3) IL PIL di Porto Tolle. L’investimento nella riconversione secondo ENEL sarà di 2,5 Miliardi di Euro in 6 anni, circa 416 Milioni all’anno. Equivale a circa lo 0,025% del PIL italiano (stimandolo di circa 1600-1700 Miliardi di Euro) ogni anno per 6 anni da 2012 a 2018. I numeri non tornano proprio, anche volendo essere cinici e trascurando gli aspetti ambientali l’affare per l’ITALIA non c’è.
Può un grande Paese come il nostro permettere di intaccare un Asset come il Parco del Delta a fronte di questa incidenza sul PIL? Quale altro Paese europeo secondo voi lo farebbe?
4) Carbone in Europa. Nel 2009 in Europa si è dismesso più carbone di quanto se ne sia costruito (2406 MW costruiti, 3200 dismessi). La centrale di Porto Tolle secondo i piani entrerà in funzione non prima del 2018 (al netto dei ricorsi). E’ evidente che si tratta di una decisione fuori dalla storia e fuori tempo massimo. E’ questo che il nostro Partito intende per ‘moderno’?
5) Carbone nel Parco. In nessun Paese di Europa, nessun Governo ha MAI lasciato costruire una Centrale a carbone all’interno di un Parco Naturale di importanza continentale. Voi sapete benissimo
che l’Europa, a seguito dei ricorsi che partiranno, lo impedirà anche questa volta. Di fatto con l’astensione si è usciti dal consolidato europeismo del PD. Con che credibilità d’ora in avanti il nostro Partito potrà dire: ce lo chiede l’Europa? E’ normale che un partito europeista come il PD discrimini tra Direttive Europee di Serie A e di Serie B?
6) Futuro del carbone. In Germania un Governo di centro-destra ha deciso di rinunciare al 22% di produzione da nucleare entro 10 anni, solamente mediante l’uso di Energie Rinnovabili, SENZA
NUOVO CARBONE (ricordiamo che la Germania non ha nemmeno il 15%-16% di idroelettrico che possiede l’Italia). Pensate che siano gli Ecologisti ad essere radicali o è il nostro Partito che rischia di avere posizioni non più aggiornate con i trend europei?
7) Lavoratori di Serie A e di Serie B. Proprio questa settimana la cozza di Scardovari (nel Comune di Porto Tolle) ha ottenuto, primo mollusco in Italia, la DOP. 1400 persone ci lavorano su 1500 abitanti nello stesso Comune dove sorge la centrale. Questa DOP potrebbe aprire la strada ad altri prodotti DOP di pesca e acquicoltura nel territorio. Quale freno allo sviluppo DURATURO complessivo del territorio viene impresso per salvaguardare i 300 posti di lavoro della Centrale? Nel bilancio costi-benefici quanti pescatori di Scardovari servono per fare un lavoratore ENEL? Vorremmo capire meglio quali interessi e modelli produttivi rappresenta il nostro Partito nel 2011.
8) Retroattività della norma. Molti imprenditori dal ’97 hanno investito nell’area del Parco grazie al fatto che è, appunto, un Parco. Ora rischiano di perdere gli investimenti visto che cambierà
l’assetto del territorio. C’è un effetto retroattivo della norma appena votata che incide sulla certezza del diritto di fare impresa nel nostro Paese.
In che modo il nostro Partito si pone sulla questione di norme retroattive di questo tipo che minano la credibilità dell’Italia agli occhi degli imprenditori italiani ed esteri?
9) Utilità pubblica dell’opera I. La centrale a Carbone non farà abbassare le bollette. E’ noto che il prezzo del kWh in bolletta dipende dal costo del ‘kWh marginale’, cioé dalla centrale più costosa in funzione in quel momento, non dalla più economica. Il carbone farà sì abbassare i costi di produzione, ma non abbassare le bollette (la stessa ENEL sul suo sito ufficiale parla di diminuzione dei costi di produzione, ma non di diminuzione delle bollette). L’operazione si traduce solo in un aumento del margine di profitto per ENEL. Niente di male, ma: dov’è la pubblica utilità di questo progetto?
10) Utilità pubblica dell’opera II. In Italia non serve nuova capacità elettrica. Quella esistente è di circa 105 GW (di cui 30 GW da rinnovabili), e aumenta grazie alle rinnovabili di circa 5 GW/anno.
La potenza di picco consumata in Italia (per pochi giorni all’anno) è la metà: 55 GW. Questo fa sì che molte centrali siano sottoutilizzate già oggi. I consumi elettrici in Italia saranno stabili se non in riduzione.
Per questo i circa 2 GW di carbone a Porto Tolle non servono. Il differenziale tra costo energia in Italia e il resto d’Europa è arrivato al minimo storico nel 2010 secondo l’Authority dell’Energia, in costante riduzione grazie agli investimenti di TERNA per eliminare i colli di bottiglia nella rete elettrica e alle rinnovabili (che nonostante gli incentivi hanno un effetto calmiere sul costo marginale del kWh). Ancora una volta: dov’è la pubblica utilità dell’opera? Questa a nostro avviso poteva esserci nel 2005 quando ENEL ha avviato l’iter, ora non c’è più.
11) Disutilità pubblica dell’opera. Se l’utilità si fa fatica a vederla, è invece evidente il danno pubblico per 2 motivi: 1) la centrale peggiorerà la situazione nella Pianura Padana che già oggi è la
zona d’Europa con la peggior qualità dell’aria, causa di costi sanitari che pesano sulla collettività e di peggioramento della qualità della vita per milioni di persone; 2) anche il costo del mancato raggiungimento degli obiettivi obbligatori della Direttiva Europa “20 20 20” ricadrà sulla collettività.
Come possiamo denunciare tutto questo senza aver tenuto una posizione coerente?
12) Occupazione. L’iter autorizzativo di ENEL inizia nel 2005, nel 2008 a Porto Viro, poco lontano da Porto Tolle, viene inaugurato il rigassificatore Edison che richiede circa le stesse mansioni dei lavoratori ENEL della centrale: perché non c’è stata nessuna azione politica allora (la legislatura è quella attuale) per ricollocare i lavoratori ENEL nel nuovo impianto evitando così lo scempio del
Parco sotto il ricatto occupazionale?
E’ condiviso dal nostro Partito il principio che una centrale a carbone in un Parco Naturale di importanza continentale non può essere considerata un ammortizzatore sociale?
In alternativa perché non riconvertire la centrale di Porto Tolle a gas garantendo l’occupazione (altrimenti a cosa serve il rigassificatore)?
13) Le decisioni del Governo Prodi nel 2006. Le previsioni del 2006 sugli scenari energetici in Italia oggi si dimostrano tutte sbagliate: nessuno aveva previsto il boom di rinnovabili e nemmeno
la diminuzione strutturale dei consumi a seguito della crisi. Per questo motivo si può benissimo rivedere la posizione del Partito del 2006, quando era al Governo, senza perdere credibilità. Il Governo
Prodi ha preso una decisione per lo più verosimile allora (scenario con poche rinnovabili e aumento considerevole dei consumi) a favore della Centrale partendo da quelle previsioni.
Perché il nostro Partito considera un vincolo la posizione del 2006 favorevole alla centrale, mentre non considera un vincolo la posizione del 1997 favorevole all’istituzione del Parco con determinate regole? In entrambi i casi si è costretti a rivedere posizioni assunte in passato, perché una pesa più dell’altra?
Se il metodo di non ridiscutere posizioni assunte anni prima verrà applicato costantemente, in un mondo che cambia così velocemente ci sarà il rischio di un Partito che sosterrà sempre più provvedimenti già obsoleti ancora prima di essere presi.
14) Quale modello di sviluppo. Da questa vicenda l’opinione pubblica percepisce che il nostro Partito ‘sopporta’ il modello di sviluppo attuale ed è poco deciso sulle proposte alternative.
Per uscirne proponiamo 3 azioni su cui chiediamo il vostro appoggio:
1) Chiedere con forza che si arrivi ad un Piano Energetico Nazionale.
2) Mettere in agenda nel Partito le proposte degli Ecologisti Democratici sul piano energetico al 2020-30-50 (che alleghiamo con la prossima email).
3) Mobilitare tutto il Partito attorno alla petizione europea (in allegato con la prossima mail), promossa da EREC (‘Confindustria Rinnovabili Europea’) ed EUFORES (intergruppo di parlamentari
europei per le rinnovabili) che chiede all’Europa di darsi l’obiettivo del 100% da rinnovabili al 2050 http://www.100percentrenewables.eu/c), dando così concretezza
all’obiettivo dichiarato dal Segretario Bersani secondo cui “il PD è il più grande partito ambientalista europeo”.
Ci auguriamo di aver trasmesso con questa lettera un sincero spirito critico ma costruttivo, aperto al dialogo e alla voglia di capire meglio, ribadendo la volontà di costruire assieme un Partito Democratico più europeo e più moderno, per un’Italia più moderna e più europea.
Ringraziamo quanti tra voi si sono spesi vigorosamente per portare il PD Veneto su una posizione più coraggiosa su Porto Tolle, sappiamo che ci sono, questo ci dà fiducia nel futuro.
Le risposte che vorrete darci, assieme a questa lettera, saranno diffuse largamente.
Vi ringraziamo per l’attenzione e vi auguriamo buon lavoro.


Francesco Fiore
Circolo Ecologisti Democratici “Angelo Vassallo” Padova

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