UN PARCO COLLI RAFFORZATO DAI SUOI COMUNI

Il decreto  di legge regionale 286 che riforma l’ amministrazione dei Parchi  arriva come una scure, senza alcuna consultazione preventiva, sul Parco Colli Euganei  che da pochi mesi aveva iniziato un vero  processo di rinnovamento con un programma di rinascita dell’Ente stesso.
Il Parco Colli, rinnovato nei sui organi di governo, aveva colto  la necessità di un impegno trasversale senza più distinzioni politiche tra maggioranza e minoranza  e puntava, attraverso forme partecipative, a porsi come regista di un disegno di valorizzazione e di sviluppo anche economico del territorio dei 15 Comuni che lo compongono.
La nuova legge sui parchi che arriva travestita da proposta tecnica di razionalizzazione e risparmio, si rivela invece come proposta politica che  incide non tanto sulla spesa, quanto su ogni profilo giuridico, funzionale ed operativo accentrando il potere gestionale e di governo nella Regione e mira di fatto a svuotare l’Ente Parco  delle più significative competenze e delle forme partecipative e di controllo da parte del territorio e dei Comuni.
Risulta facile dimostrare che il risparmio previsto dalla Regione non ci sarà in quanto il direttore (che è ora un dirigente già dipendente dell’Ente) e il Presidente (che non percepisce alcuna indennità) sicuramente costano attualmente di meno di quel che costeranno queste figure quando saranno  nominate dalla Regione tra i suoi “ fiduciari”.
E’ difficile giustificare  il fatto che nelle previsioni di questa legge sia soppresso ogni organo deliberativo territoriale (sono eliminati il Consiglio dei Sindaci ed il Comitato Esecutivo) e che ogni decisione venga quindi presa in modo del tutto verticistico ad anti-democratico direttamente da Venezia.
E’ grave che all’Ente Parco vengano sottratte tutte le competenze in materia urbanistica ed in particolare l’autorizzazione paesaggistica per caricarle sui 15 Comuni che sono già in difficoltà per le scarse risorse economiche e sono spesso sforniti delle figure tecniche atte a risolvere tali competenze. Inoltre ci si chiede quale tutela ed omogeneità paesaggistica sarà assicurata al nostro territorio se ci saranno 15 modi diversi di applicare le norme urbanistiche?
Dunque i motivi per contrastare con determinazione il decreto di legge regionale sono numerosi ed indiscutibili, ma il Consiglio del Parco che rappresenta i 15 Comuni, pur dissentendo, ha voluto dimostrare il suo impegno nella direzione della razionalizzazione deliberando nella sua ultima seduta l’avvio di un’analisi della legge e lo studio di una proposta alternativa al decreto 286 da sottoporre agli organi regionali.
La mia personale posizione a questo proposito parte da una prospettiva evidentemente opposta a quella che ha ispirato i fautori del decreto regionale per farsi carico del valore ambientale, culturale, paesaggistico ed anche economico di quest’area e valorizzarla. In questo senso ritengo che la soluzione giusta sia  un potenziamento del Parco, della sua regia sovra-comunale, del suo ruolo di rappresentante e promotore dello sviluppo del territorio dei Colli Euganei.
In quest’ottica i Comuni del Parco , che sono tenuti dalle recenti normative nazionali a mettere in unione o convenzione i loro servizi, secondo me potrebbero trovare proprio nell’Ente Parco Colli la loro “unione di servizi”, potrebbero convenzionare i loro uffici urbanistici per le competenze di autorizzazione paesaggistica, i loro servizi per  la promozione turistica, agricola, delle attività produttive e sicuramente molti altri.
I nostri comuni collinari hanno caratteristiche territoriali, problematiche,  obiettivi strategici molto simili e la collaborazione e la condivisione permetterebbero sicuramente la risoluzione di molti problemi, un notevole risparmio di risorse, l’ottenimento di maggiori contributi ed inoltre concorrerebbero al rafforzamento dell’Ente Parco Colli potenziandone le competenze e migliorandone i livelli di efficienza.
Il Parco Colli potrebbe così diventare vero motore trainante di un modello di valorizzazione e sviluppo dell’area e confermare il ruolo strategico che la normativa nazionale riserva alle amministrazioni locali nei processi decisionali delle risorse del territorio  garantendo la rappresentanza politica e territoriale dei Comuni che lo compongono. 
Il beneficio sarebbe notevole per tutti e soprattutto confermerebbe e rafforzerebbe il valore  ed il ruolo del Parco dei Colli Euganei, una realtà  che non può essere sottratta al territorio perché rappresenta una ricchezza ormai da tutti riconosciuta con  enormi potenzialità da sviluppare.
                                                                                         
                                                                                      
                                                                                        
Antonella Buson
                                                                                   
Comitato  Esecutivo Parco Colli

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